Le prime “voci” sulla Legge di Stabilità 2016

Come tutti gli anni, subito dopo le ferie estive, si inizia a parlare
della Legge di Stabilità dell’anno successivo e delle misure che il Governo
intende proporre al Parlamento in ordine al bilancio dello Stato e anche
quest’anno riteniamo di dover ripartire da qui.
Dunque le prime indiscrezioni in materia fiscale riferiscono di interventi
di riduzione delle agevolazioni tributarie concesse a determinate categorie
di contribuenti (ad es. in agricoltura e nel settore dei trasporti), ma
anche degli oneri deducibili e detraibili in sede di dichiarazione dei
redditi, un aspetto quest’ultimo peraltro già affrontato in leggi di
stabilità degli anni precedenti (in tema, ad esempio, di detraibilità
dell’ammontare dei premi pagati sull’assicurazione vita).
Verrà rivista anche la tassazione sugli immobili, con l’istituzione della
local tax in luogo dell’Imu e della Tasi, con lo scopo di detassare
completamente la prima casa, come stiamo tutti rilevando dall’ampio
dibattito in corso a questo riguardo.
È prevista anche la proroga dei bonus sulla ristrutturazione degli immobili
(il credito d’imposta del 50% della spesa sostenuta per interventi di
manutenzione straordinaria sugli immobili abitativi) e sul risparmio
energetico (il credito d’imposta del 65% della spesa sostenuta per il
miglioramento del rendimento energetico delle unità immobiliari).
Dovrebbe inoltre essere rinnovato anche per il 2016 il bonus per l’acquisto
di mobili ed elettrodomestici destinati ad immobili oggetto di
ristrutturazione, rappresentato da un credito d’imposta pari al 50% della
spesa massima di Euro 10.000.
Altra ipotesi interessante è quella di estendere anche al 2016 la
decontribuzione Inps triennale per i neoassunti a tempo indeterminato, ma
probabilmente sarà una proroga selettiva dal punto di vista territoriale
(sembra infatti che il Sud sia avvantaggiato in questo senso), come alle
imprese meridionali sembra sia riservata una riduzione dell’aliquota ires
(l’imposta dovuta dalle società di capitali) per le pmi dall’attuale 27,5%
al 20% (ma in tal caso l’agevolazione non coinvolgerebbe le farmacia
gestite individualmente o da società di persone).
Si vocifera, infine, di concedere un bonus per gli investimenti in beni
strumentali da parte delle imprese (questa volta collocate sull’intero
territorio italiano), mediante la deduzione per quote di ammortamento del
140% della spesa sostenuta, una soluzione adottata recentemente anche
dalla vicina Francia.
Naturalmente, vi saranno norme dirette alla riduzione della spesa, compresa
quella sanitaria, con la previsione dell’obbligo di acquisti centralizzati
da parte delle amministrazioni locali.
Esamineremo comunque il testo del ddl. che il Governo approverà e
presenterà alle Camere tra breve, passando in rassegna e commentando
adeguatamente le disposizioni di maggior rilievo.

(Studio Associato)

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