Questioni vecchie e nuove sui concorsi – QUESITO
Probabilmente vi siete già occupati dei temi che vi vorrei sottoporre, ma
spero che abbiate la gentilezza di chiarirmi definitivamente le idee a
questo punto del concorso.
Sono risultata vincitrice in forma associata nella Regione Lazio e nella
Regione Toscana. Ora la Toscana ci ha assegnato una delle sedi da noi
indicate. Quando dobbiamo licenziarci? Prima dell’accettazione, che da
parte nostra c’è già stata, o prima dell’apertura? E, parimenti, quando
dobbiamo procedere alla costituzione della società?
Nel bando leggo che abbiamo 30 giorni di tempo per indicare i locali. I 30
giorni da quando decorrono?
Inoltre, l’accettazione della sede assegnataci dalla Toscana ci esclude dal
concorso del Lazio o possiamo ancora accettare una eventuale sede nel Lazio
e poi rinunciare alla Toscana? Fino a quando siamo ancora in tempo per
accettare il Lazio?
Avete infine notizie sulla tempistica della Regione Lazio?

Non c’era alcuna necessità che Vi dimetteste dal posto di lavoro prima
dell’accettazione della sede assegnatavi dalla Toscana, perché in realtà
non dovrete versare in una delle situazioni di incompatibilità (tra cui
appunto la sussistenza di un rapporto di impiego pubblico o privato) solo
nel momento in cui vi siederete avanti al notaio per la costituzione della
società cui dovrà essere riconosciuta la titolarità della farmacia.
E’ pertanto in quel momento che dovrete già aver presentato le dimissioni
con un preavviso di trenta giorni (l’ordinario termine di 90gg è infatti
ridotto a 30 proprio nei casi di vincita di una farmacia a concorso):
abbiamo già ricordato che questo è un formalismo che verosimilmente Asl e
comuni tenderanno a far rispettare, e non è quindi necessario parlarne
ancora.
Il problema pratico è che il rogito di formazione della società costituisce
uno dei documenti che dovrete presentare all’amministrazione ai fini del
conseguimento a suo nome della titolarità della farmacia e perciò nei fatti
alla stipula del rogito sarà necessario che procediate entro un termine
ragionevole (diciamo 15-45 gg.) dall’accettazione, perché non dovete
dimenticare la spada di Damocle dei sei mesi – decorrenti sempre, questo è
certo, dall’accettazione della sede – entro i quali l’esercizio dovrà
essere aperto.
Circa poi l’indicazione dei locali, l’art. 9 del Dpr 1275/71 – e non, come
Lei riferisce, il bando toscano o laziale, perché nessun bando fa cenno a
questa delicata vicenda successiva all’accettazione – prescrive che
l’assegnatario nel termine di trenta giorni deve, tra l’altro, “indicare
gli estremi del locale dove sarà aperto l’esercizio”.
Per il testo integrale e l’analisi dell’art. 9, specie per quel che
riguarda la decorrenza dei trenta giorni, rinviamo alla Sediva news del
28/7/2015 (v. sopra).
Quanto, invece, al rapporto tra il concorso toscano e quello laziale cui
pure avete partecipato, l’accettazione della sede toscana non vi esclude –
né di fatto né di diritto – dal concorso laziale, e anzi potrete senz’altro
accettare anche la sede laziale che Vi verrà assegnata, perché alla duplice
assegnazione per concorso non può opporsi – come abbiamo espresso e
chiarito ripetutamente in questa Rubrica – la tesi della contitolarità
affermata apoditticamente dal Ministero.
Semmai, ed anche questo abbiamo avuto occasione di rilevarlo, potrà essere
il Consiglio di Stato a impedire la duplice assegnazione fondando tale
conclusione sull’incipit del comma 1 dell’art. 11 del dl. Cresci Italia
(“al fine di favorire l’accesso alla titolarità delle farmacie da parte di
un più ampio numero di aspiranti ecc.”), in cui il CdS potrebbe infatti
individuare una ratio del provvedimento che impedisca per l’appunto ad uno
stesso concorrente, o a una stessa compagine di partecipanti, di conseguire
due sedi diverse all’esito di due diversi concorsi straordinari.
Per la verità, abbiamo esaminato criticamente anche questo possibile
scenario, ma non possiamo certo escludere che il Supremo Consesso
amministrativo – all’esito di uno dei tanti ricorsi che finiranno alla sua
cognizione – possa alla fine pensarla proprio in quel modo.
Anche in tale eventualità, tra l’altro, e sempreché siate costretti a
scegliere una delle due sedi, l’accettazione di quella toscana di per sé
non Vi preclude certo l’accettazione della sede laziale, potendo infatti
sempre rinunciare alla prima.
Ma per il momento tirate dritti per la Vostra strada.
Infine, sulla “tempistica” del concorso laziale abbiamo ben poco da
riferire: con ogni probabilità il TAR discuterà la sospensiva
dell’efficacia della graduatoria richiesta da un concorrente nel mese di
settembre e, nel caso di accoglimento, i tempi si allungheranno
inevitabilmente, mentre nell’ipotesi di rigetto dovrebbero scattare gli
interpelli previa (a quanto sembra dai rumors registrati) rettifica della
graduatoria in funzione delle richieste formulate con memoria da alcuni
concorrenti.
Ci rendiamo conto di ripeterci spesso, ma d’altronde nel pieno (o in
prossimità dell’avvio) delle fasi calde delle procedure concorsuali i
concorrenti – vincitori e futuri possibili vincitori – stanno vedendo
lievitare quasi esponenzialmente le loro perplessità ma anche le loro
aspettative, perché assistono a vicende con esito sorprendente, come
dapprima in Liguria e ora in Toscana, dal cui primo interpello sono
scaturite soltanto 76 assegnazioni in luogo delle virtuali 115.
Questo è dipeso in particolare dalla mancata risposta all’interpello di
alcuni vincitori (15) e dalla rinuncia o mancata accettazione della sede
assegnata da parte di altri (complessivamente 24); ne beneficeranno, come
abbiamo anticipato a suo tempo, i concorrenti che verranno interpellati
nella seconda tornata.
Ed è un fenomeno destinato ad essere probabilmente replicato anche negli
altri concorsi.
A settembre, perciò, dovremo riparlarne ancora. Non c’era alcuna necessità
che Vi dimetteste dal posto di lavoro prima dell’accettazione della sede
assegnatavi dalla Toscana, perché in realtà non dovrete versare in una
delle situazioni di incompatibilità (tra cui appunto la sussistenza di un
rapporto di impiego pubblico o privato) solo nel momento in cui vi
siederete avanti al notaio per la costituzione della società cui dovrà
essere riconosciuta la titolarità della farmacia.
E’ pertanto in quel momento che dovrete già aver presentato le dimissioni
con un preavviso di trenta giorni (l’ordinario termine di 90gg è infatti
ridotto a 30 proprio nei casi di vincita di una farmacia a concorso):
abbiamo già ricordato che questo è un formalismo che verosimilmente Asl e
comuni tenderanno a far rispettare, e non è quindi necessario parlarne
ancora.
Il problema pratico è che il rogito di formazione della società costituisce
uno dei documenti che dovrete presentare all’amministrazione ai fini del
conseguimento a suo nome della titolarità della farmacia e perciò nei fatti
alla stipula del rogito sarà necessario che procediate entro un termine
ragionevole (diciamo 15-45 gg.) dall’accettazione, perché non dovete
dimenticare la spada di Damocle dei sei mesi – decorrenti sempre, questo è
certo, dall’accettazione della sede – entro i quali l’esercizio dovrà
essere aperto.
Circa poi l’indicazione dei locali, l’art. 9 del Dpr 1275/71 – e non, come
Lei riferisce, il bando toscano o laziale, perché nessun bando fa cenno a
questa delicata vicenda successiva all’accettazione – prescrive che
l’assegnatario nel termine di trenta giorni deve, tra l’altro, “indicare
gli estremi del locale dove sarà aperto l’esercizio”.
Per il testo integrale e l’analisi dell’art. 9, specie per quel che
riguarda la decorrenza dei trenta giorni, rinviamo alla Sediva news del
28/7/2015.
Quanto, invece, al rapporto tra il concorso toscano e quello laziale cui
pure avete partecipato, l’accettazione della sede toscana non vi esclude –
né di fatto né di diritto – dal concorso laziale, e anzi potrete senz’altro
accettare anche la sede laziale che Vi verrà assegnata, perché alla duplice
assegnazione per concorso non può opporsi – come abbiamo espresso e
chiarito ripetutamente in questa Rubrica – la tesi della contitolarità
affermata apoditticamente dal Ministero.
Semmai, ed anche questo abbiamo avuto occasione di rilevarlo, potrà essere
il Consiglio di Stato a impedire la duplice assegnazione fondando tale
conclusione sull’incipit del comma 1 dell’art. 11 del dl. Cresci Italia
(“al fine di favorire l’accesso alla titolarità delle farmacie da parte di
un più ampio numero di aspiranti ecc.”), in cui il CdS potrebbe infatti
individuare una ratio del provvedimento che impedisca per l’appunto ad uno
stesso concorrente, o a una stessa compagine di partecipanti, di conseguire
due sedi diverse all’esito di due diversi concorsi straordinari.
Per la verità, abbiamo esaminato criticamente anche questo possibile
scenario, ma non possiamo certo escludere che il Supremo Consesso
amministrativo – all’esito di uno dei tanti ricorsi che finiranno alla sua
cognizione – possa alla fine pensarla proprio in quel modo.
Anche in tale eventualità, tra l’altro, e sempreché siate costretti a
scegliere una delle due sedi, l’accettazione di quella toscana di per sé
non Vi preclude certo l’accettazione della sede laziale, potendo infatti
sempre rinunciare alla prima.
Ma per il momento tirate dritti per la Vostra strada.
Infine, sulla “tempistica” del concorso laziale abbiamo ben poco da
riferire: con ogni probabilità il TAR discuterà la sospensiva
dell’efficacia della graduatoria richiesta da un concorrente nel mese di
settembre e, nel caso di accoglimento, i tempi si allungheranno
inevitabilmente, mentre nell’ipotesi di rigetto dovrebbero scattare gli
interpelli previa (a quanto sembra dai rumors registrati) rettifica della
graduatoria in funzione delle richieste formulate con memoria da alcuni
concorrenti.
Ci rendiamo conto di ripeterci spesso, ma d’altronde nel pieno (o in
prossimità dell’avvio) delle fasi calde delle procedure concorsuali i
concorrenti – vincitori e futuri possibili vincitori – stanno vedendo
lievitare quasi esponenzialmente le loro perplessità ma anche le loro
aspettative, perché assistono a vicende con esito sorprendente, come
dapprima in Liguria e ora proprio in Toscana, dal cui primo interpello sono
scaturite soltanto 76 assegnazioni in luogo delle virtuali 115.
Questo è dipeso in particolare dalla mancata risposta all’interpello di
alcuni vincitori (15) e dalla rinuncia o mancata accettazione della sede
assegnata da parte di altri (complessivamente 24); ne beneficeranno – per
le ragioni ampiamente chiarite a suo tempo (v. Sediva News del 28/05/2015:
“Interpelli, assegnazioni, accettazioni: i criteri applicabili e le
conseguenze”) – i concorrenti, dal 116esimo in poi, che verranno
interpellati nella seconda tornata.
Ed è un fenomeno destinato ad essere probabilmente replicato anche negli
altri concorsi.
A settembre, perciò, dovremo riparlarne ancora.
(gustavo bacigalupo)
***
Le Sediva News, infatti, sospendono oggi le loro pubblicazioni che
riprenderanno il
15 settembre p.v.
Buone vacanze a chi va in ferie e buon lavoro a chi resta
(e anche a chi “rientra”)
***

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