Un co-vincitore impossibilitato per vicende personali sopravvenute a
prestare attività lavorativa nella società formata con i componenti
l’associazione assegnataria – QUESITO
Se uno dei partecipanti al concorso viene meno prima dell’accettazione
della sede (nel caso specifico per la necessità di assistere il genitore
superstite per gravi motivi di salute, cosa impossibile con l’accettazione
e la stipula della società perché trattasi di sede extraregionale), senza
che vi siano stati accordi scritti preliminari, quali potrebbero essere le
ripercussioni a suo carico? Potrebbe essere tenuto ad un risarcimento
danni?

L’uscita di uno dei partecipanti in forma associata in qualunque tempo
comporta per l’intera associazione l’esclusione dal concorso, e quindi
l’associato che recede può essere tenuto – almeno in principio – al
risarcimento dei danni da quantificare in sede giudiziaria, oppure in via
transattiva, anche se si tratta di una valutazione in ogni caso molto
complicata perché deve tener conto di una serie di variabili.
La causa del recesso da Lei indicata, tuttavia, potrebbe presentarsi come
un’ipotesi di forza maggiore o legittimo impedimento e quindi rendere
problematica la decisione di agire nei confronti dell’associato recedente.
In sostanza si potrebbe pertanto ricercare un’altra soluzione, alternativa
a un’iniziativa giudiziaria comunque complessa e onerosa.
Tenuto conto, del resto, dell’impossibilità di prestare attività
lavorativa, quel Suo collega potrebbe partecipare alla società a favore
della quale dovrà essere riconosciuta la titolarità della farmacia vinta a
concorso quale mero socio accomandante di una sas (quindi senza alcun
potere di amministrazione e con l’esclusione di qualunque responsabilità
personale in relazione alle obbligazioni sociali).

Oppure potrebbe non di meno essere costituita una snc, anche se questa
forma estende la responsabilità solidale anche al socio assente e/o che non
lavora.
Certo, questa partecipazione gli preclude la possibilità di svolgere
attività lavorativa presso altre farmacie, perché la veste di socio è
comunque incompatibile con qualsiasi altro rapporto di lavoro pubblico o
privato, ma gli permette evidentemente di partecipare agli utili, sia pure
calcolati al netto dei compensi di lavoro che nell’atto costitutivo/statuto
della società sarà necessario prevedere a favore dei soci che presteranno
invece attività lavorativa.
La scelta non è dunque semplice, ma è in ogni caso opportuno quantomeno un
previo confronto tra tutti voi, per evitare se non altro di adottare
soluzioni… peggiori del male.

(stefano lucidi)

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