SE VINCE UNA SEDE IL RICERCATORE SCIENTIFICO PRESSO UN’AZIENDA PRIVATA
QUESITO
Sono un ricercatore scientifico presso un’azienda privata e sono risultato
vincitore con altri colleghi di una sede in Lombardia.
Gradirei sapere se esiste una forma contrattuale che mi permetta di
continuare a fare il ricercatore e allo stesso tempo essere titolare (al
50% con una collega farmacista) di una farmacia.

Trattandosi di un’azienda privata, e non di una Università (dove le cose
sarebbero ben diverse), ed essendo il Suo un rapporto di co.co.pro. (una
tipologia contrattuale peraltro soppressa dal Jobs Act di Renzi), è
possibile ravvisarvisi gli elementi costitutivi di un rapporto di lavoro
autonomo, anche se la co.co.pro., come noto, è/era destinata a convertirsi,
al termine del “progetto”, in un rapporto di lavoro dipendente a tempo
indeterminato.
Se così è, ma Lei potrà verificare quanto appena detto con il consulente
del lavoro dell’azienda, il rapporto potrebbe anche essere compatibile con
la veste di socio, e quindi consentirLe il “doppio binario”.
Diversamente, potrà convenire con l’azienda – o tentare di farlo – di
trasformare la co.co.pro. in un autentico e indiscutibile rapporto di
lavoro autonomo che potrebbe anche assumere la forma di una co.co.co.,
perché, essendo Lei un professionista iscritto all’albo (farmacista),
questa tipologia lavorativa è tuttora consentita anche dal Jobs Act.
In ulteriore subordine, sempre nel tentativo di non incappare in uno dei
casi di incompatibilità previsti nell’art. 8 della l. 362/91, Lei dovrebbe
assumere una “posizione iva” (iscrivendosi perciò in una delle possibili
figure contemplate dalla legge fiscale) e come tale collaborare con
l’azienda emettendo periodicamente fatture.
Perciò, come vede, qualche alternativa plausibile Le si offre e vale
pertanto la pena di praticarla.
(giorgio bacigalupo)

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