ESERCIZIO ABUSIVO DI PROFESSIONI SANITARIE: LA PROVA SPETTA AL FISCO

L’esercizio abusivo di professioni sanitarie, con il disconoscimento
dell’esenzione iva ed il conseguente recupero dell’imposta nella misura
ordinaria del 22%, deve essere adeguatamente dimostrato dal Fisco.
E’quanto sostiene la Cassazione in una recente ordinanza (24/6/2015 n.13138
sez. VI civ. T), esaminando la questione di uno studio dentistico nel quale
soltanto il direttore sanitario era abilitato alla professione medica
specialistica.
Ebbene, il Fisco non è riuscito a dimostrare che le effettive prestazioni
siano state rese da soggetti non abilitati ed in particolare che l’unico
professionista abilitato (il direttore sanitario) avesse effettuato solo
prestazioni sporadiche e formali in misura tale da potersi ragionevolmente
concludere che di fatto l’attività fosse svolta, almeno parzialmente, da
soggetti non abilitati.
Così gli Ermellini hanno confermato la sentenza della Commissione
Tributaria Regionale che quel (corretto) principio aveva appunto applicato.

(roberto santori)

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