NEL JOBS ACT QUALCHE CAMBIAMENTO ANCHE SUI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

Il decreto sul riordino dei contratti presenta alcune novità anche su
quelli a tempo determinato.
Fermo il tetto dei 36 mesi, cambiano infatti le regole riguardanti la
pluralità di rapporti a tempo determinato tra il lavoratore e uno stesso
datore di lavoro.
In pratica, ai fini del conteggio dei 36 mesi, mentre sino ad oggi era
necessario far riferimento allo svolgimento di mansioni equivalenti, ora si
può “guardare” all’espletamento di qualunque mansione, anche quindi se
diversa da quella svolta nel rapporto precedente.
Inoltre il limite resta quello dei 36 mesi anche in caso di periodi di stop
tra un contratto e l’altro.
Viene anche ribadito che, quando l’attività lavorativa inizi nel corso
dell’anno, il limite percentuale (al datore di lavoro, come noto, è infatti
consentito stipulare un numero complessivo di contratti a tempo determinato
non eccedente il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato) si
conteggia sul numero di lavoratori a tempo indeterminato in forza al
momento dell’assunzione.
Non sono più previste, infine, sanzioni amministrative in caso di
superamento dei limiti percentuali ora ricordati, ma il lavoratore avrà
diritto a un’indennità onnicomprensiva, pari al 50 % della retribuzione di
riferimento utile per il calcolo del TFR, per ogni mese o frazione
superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro.
(giorgio bacigalupo)GB/ap

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