LA RICHIESTA TARDIVA DELLE AGEVOLAZIONI SUL RISPARMIO ENERGETICO – QUESITO

Ho ristrutturato la farmacia, in una nuova sede, nel luglio 2013 ed al suo
interno, oltre all’illuminazione a led e l’impianto di
riscaldamento/condizionamento, il tutto è stato strutturato al fine di
ridurre il fabbisogno energetico.
Purtroppo non ho richiesto le agevolazioni fiscali (nella forma di
detrazioni da imposta) ricomprese nel c.d. risparmio energetico
“qualificato” di cui alla l. 296/2006 (finanziaria 2007) per i quali la
Legge di Stabilità 2015 ha prorogato fino al 31.12.2015 sia l’applicabilità
che la misura maggiorata della detrazione (65%). Posso richiederle ora?

In base alla legge 296/2006 (Finanziaria 2007) non sono agevolabili, come
noto, tutti gli interventi dai quali consegua genericamente un risparmio
energetico, ma solo quelli finalizzati alla riduzione del fabbisogno
energetico per il riscaldamento che consentano il raggiungimento di un
indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non
superiore ai valori definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo
economico dell’11 marzo 2008 – Allegato A.
Vengono inoltre richiesti precisi adempimenti al fine del riconoscimento
dello sconto fiscale, uno dei quali consiste nell’invio entro novanta
giorni dal termine dei lavori della scheda informativa all’ENEA.
Ora, se gli interventi effettuati nel 2013 rispondono ai requisiti sopra
richiamati e tutti gli adempimenti richiesti per l’ottenimento
dell’agevolazione sono stati correttamente e tempestivamente eseguiti, la
detrazione spetta senz’altro e la mancata indicazione della prima rata – la
detrazione si rateizza notoriamente in dieci anni – nel modello Unico 2014
(redditi 2013) può essere ancora recuperata con l’inoltro di una
dichiarazione integrativa.
Se, diversamente, gli interventi eseguiti: a) non soddisfano le condizioni
poste dalla legge per poter essere considerati “qualificati” ai fini dello
sconto fiscale, ovvero: b) pur soddisfacendole, non sono stati curati nei
termini tutti gli adempimenti richiesti a pena di decadenza
dell’agevolazione; allora, nel primo caso, non si può ragionevolmente
pretendere… alcunché, mentre, nel secondo, bisognerebbe verificare
l’applicabilità del nuovo istituto della c.d. remissione in bonis (che
consentirebbe con il pagamento di una piccola sanzione – € 258 – di
effettuare ora per allora l’adempimento omesso) all’eventuale dimenticanza
commessa.
Si tenga però ben presente che l’Agenzia delle Entrate ha assegnato tempi
molto stretti ai contribuenti per rimettersi “in carreggiata” (cfr.,
proprio a proposito del mancato invio della scheda informativa all’ENEA, la
Cir. 13/E/2013 p. 2.2.).
(stefano civitareale)

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