La farmacia che vuole cedere medicinali a un grossista – QUESITO

Possiamo vendere farmaci a una cooperativa o comunque a un grossista, dato
che talvolta riusciamo a spuntare come farmacia condizioni migliori della
stessa “distribuzione intermedia”?

L’attività che il quesito propone non è altro nella sostanza che quella di
vendita all’ingrosso di medicinali, che, come noto, già da tempo le
farmacie possono svolgere, ma è necessaria anche per loro la previa
autorizzazione della competente Regione o
Provincia e/o di altra amministrazione eventualmente delegata.
Per quei pochi che ancora non conoscano appieno questa vicenda (ma le
farmacie che hanno esteso l’ambito della loro attività alla distribuzione
all’ingrosso sono ormai numerose), ricordiamo che, per ottenere tale
autorizzazione, l’interessato deve:
a) disporre di locali, installazioni e idonee attrezzature sufficienti a
garantire una buona conservazione e una buona distribuzione dei medicinali;
b) disporre di adeguato personale nonché di una persona responsabile in
possesso del diploma di laurea in farmacia o in chimica o in chimica e
tecnologia farmaceutiche o in chimica industriale, che non abbia riportato
condanne penali per reati contro il patrimonio o comunque connessi al
commercio di medicinali, ovvero condanne penali definitive di almeno due
anni per delitti non colposi; inoltre, il “direttore” deve svolgere la
propria attività a carattere continuativo nella sede indicata nell’
autorizzazione con un orario per di più compatibile con le necessità
derivanti dalle dimensioni dell’attività di distribuzione espletata;
c) impegnarsi a:
– rendere i locali, le installazioni e le attrezzature accessibili in ogni
momento agli organi ispettivi;
– approvvigionarsi di medicinali esclusivamente da persone o società in
possesso a loro volta dell’autorizzazione in argomento (industrie
farmaceutiche, aziende di distribuzione, farmacie autorizzate);
– fornire medicinali soltanto a persone o società o enti in possesso dell’
autorizzazione stessa, ovvero autorizzati o abilitati ad altro titolo ad
approvvigionarsi di medicinali (farmacie, parafarmacie);
d) possedere un piano d’emergenza che assicuri l’effettiva applicazione di
qualsiasi azione di ritiro di un farmaco dal mercato disposta dall’AIFA
oppure avviata in cooperazione con il produttore e/o con il titolare
dell’AIC del farmaco stesso;
e) conservare una documentazione (fatture, anche “computerizzate”, e/o
qualsiasi altro documento idoneo) che riporti, per ogni operazione di
entrata e di uscita, la data, la denominazione del medicinale, il
quantitativo ricevuto e/o fornito, il numero di lotto (che deve essere
indicato nella bolla di consegna della merce fornita al grossista) per ogni
operazione, il nome e l’indirizzo del fornitore o del destinatario;
f) tenere la documentazione di cui sub e) a disposizione delle autorità
ispettive per un periodo di cinque anni;
g) avvalersi, sia in fase di approvvigionamento che di distribuzione dei
medicinali, di mezzi idonei a garantire la loro corretta conservazione
durante il trasporto, con il rispetto delle norme tecniche eventualmente
adottate dal Ministero della Salute e assicurandone l’osservanza anche da
parte di terzi;
h) rispondere ai principi e alle linee-guida in materia di buona pratica di
distribuzione dei medicinali di cui al decreto del Ministro della sanità in
data 6 luglio 1999 (in G.U. n. 190 del 14 agosto 1999).
Anche il titolare di farmacia dotato della migliore organizzazione, e/o
buona volontà, può dunque incontrare – come si vede – grandi difficoltà a
conseguire la prescritta autorizzazione, per non parlare della modesta
convenienza economica che in parecchi casi ne può derivare (si pensi, ad
esempio, alla necessità di instaurare un rapporto “plausibile” con il
“direttore” o di avere locali dedicati…).
Inoltre, raggiungere la famosa coerenza (del coefficiente di ricarico)
prevista dallo studio di settore può essere arduo, perché la distribuzione
all’ingrosso viene svolta con dei ricarichi notoriamente ben inferiori a
quelli inerenti alla farmacia.
Insomma, l’attività di grossista esercitata da un titolare di farmacia non
è tutta rose e fiori, perlomeno ove egli intenda svolgerla in maniera
occasionale o comunque secondaria, ed è quindi opportuno vagliare sempre
attentamente le offerte, magari seduttive, che possono pervenire da qualche
distributore.

(roberto santori)

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