L’annotazione sullo scontrino degli sconti praticati alla clientela –
QUESITO

Gli sconti effettuati e riportati sullo scontrino di chiusura fiscale e
trascritti sul registro degli incassi,che rilevanza hanno sul dato
economico della farmacia? in sostanza a cosa serve riportarli sul registro?
 
In realtà gli sconti menzionati sono già conteggiati ai fini della
determinazione del risultato economico della farmacia, essendo i
corrispettivi di vendita registrati e contabilizzati al netto degli sconti
stessi, come del resto raccomandano anche i Principi Contabili Nazionali
(OIC 12).
Tuttavia, la loro annotazione sia sugli scontrini fiscali che nel registro
di prima nota corrispettivi consente di pre-costituire una valida difesa
nel caso in cui il Fisco ci faccia visita, e, in particolare, contesti alla
farmacia la mancata contabilizzazione di parte dei ricavi di vendita,
ricalcolando pertanto anche la percentuale di ricarico dichiarata
dall’esercizio.
Questi controlli, infatti, si avvalgono di un metodo di rideterminazione
induttivo-presuntivo della percentuale di ricarico dell’impresa attraverso
un’analisi a campione dei prodotti venduti: in pratica, si effettua un
confronto tra i costi di acquisto risultanti dalle fatture di fornitura e i
prezzi di vendita desunti dal listino aziendale di un campione
significativo di referenze, rideterminando, come appena detto, la
percentuale globale della farmacia come media dei risultati ottenuti.
Ed è a questo punto che la preventiva annotazione degli sconti
effettivamente praticati può tornare utile, perché permette di documentare
che i prezzi (scontati) effettivamente praticati alla clientela sono ben
diversi da quelli risultanti dal “listino” ufficiale e che quindi la
percentuale di ricarico elaborata dal Fisco è ben lungi dall’essere quella
reale.

(roberto santori)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!