Impugnato al Tar il decreto toscano che ha stralciato dal primo interpello
13 delle 131 sedi a concorso

Nella Sediva news del 9 marzo u.s. abbiamo commentato con sconcerto, misto
a grande preoccupazione, l’incredibile decreto n. 575 del 19/02/2015 della
Regione Toscana che ha voluto sottrarre ai primi 116 [abbiamo ivi
illustrato il perché di questo numero] graduati ben 13 delle originarie 131
sedi messe a concorso, semplicemente perché la loro istituzione è stata
oggetto di impugnativa dinanzi al giudice amministrativo con ricorsi
tuttora pendenti.
La nostra preoccupazione derivava anche dal seguito di cui sicuramente il
provvedimento toscano godrebbe/avrebbe goduto presso altre Regioni, ormai
da tempo infatti abituate ad omologarsi all’amministrazione fiorentina.
In quella circostanza, tuttavia, abbiamo espresso anche la convinzione che
almeno qualcuno dei concorrenti incisi dalla scelta della Regione avrebbe
impugnato il decreto ottenendone la sospensiva e sgombrando così
rapidamente il terreno dall’ulteriore grave criticità.
Questo fortunatamente è accaduto perché, come ci ha ora riferito Bruno
Nicoloso, il ricorso al Tar è stato poi effettivamente presentato da
(almeno) uno dei primi 116 concorrenti e anche da uno dei Comuni
interessati (per avere istituito una di quelle 13 sedi) che meritoriamente
ha voluto far valere una volta tanto sul piano giudiziario, non già una
posizione di ente titolare e/o gestore di farmacie, ma quella istituzionale
e assai più nobile di ente esponenziale degli interessi della
collettività.
C’è naturalmente da augurarsi che sia stata richiesta anche la sospensione
del provvedimento e che il Tar l’accolga celermente liberando dunque i
concorrenti di parecchi concorsi straordinari da questa ennesima spada di
Damocle.
(gustavo bacigalupo)

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