Le imposte locali sulle unità immobiliari “collabenti” – QUESITO

Ho ritirato presso il catasto il certificato catastale di una vecchia casa
di campagna. Risulta in categoria F2 e non ha valore di rendita catastale.
Che vuol dire?

Si tratta di un immobile “collabente”, cioè di un fabbricato che a causa
del suo degrado non può produrre reddito perché non abitabile, non agibile
e privo di allacciamento ai servizi primari quali quelli dell’energia
elettrica, dell’acqua e del gas.

In sostanza, è un autentico rudere, la cui utilizzabilità non è
conseguibile con opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma
soltanto a seguito di una vera e propria autorizzazione ad abbattere e
ricostruire.

Si definiscono “collabenti” anche gli “scheletri” dei fabbricati, quelli
cioè edificati soltanto alle fondamenta e ai pilastri di sostegno.

Dal punto di vista fiscale l’immobile riconosciuto come “collabente” non è
soggetto come tale all’IMU, alla TASI e alla TARI, ma i comuni chiedono il
versamento di tali tributi con riguardo alle aree fabbricabili ove insiste
l’unità “collabente”, che vanno valutati anche con riguardo ai diversi
regolamenti comunali approvati in materia.

(franco lucidi)

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