Split payment da gennaio o da febbraio 2015? La questione della asl di
latina – quesito

Federfarma Lazio di comune accordo con la Regione in data 30.01.2015 ha
reso noto a tutte le farmacie ubicate nel territorio laziale di continuare
a compilare la DCR senza la scissione dei pagamenti anche per le
competenze del mese di gennaio 2015, nonostante la disposizione dello split
payment sia entrata in vigore il 01.01.2015.
La Regione in data 13.03.2015 e l’ASL di Latina in data 16.03.2015
modificano il loro orientamento chiedendo anche per le competenze di
gennaio 2015 la fatturazione con l’applicazione dello split payment, a
questo punto in forma retroattiva, tenendo conto che le DCR e le fatture
per questo mese sono state già emesse i primi giorni di febbraio.
Ad avviso della scrivente Associazione Titolari di Farmacie risulta
complicato, se non impossibile, porre in essere quanto richiesto, avendo
esaminato anche la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/E del
09.02.2015 con la quale vengono sanati tutti gli errori di fatturazione
precedentemente commessi.
Si richiede un vostro autorevole parere in merito.

La Legge di stabilità 2015, art. 1 comma 632, introduce il meccanismo della
scissione dei pagamenti (c.d. split payment) in maniera molto chiara e
inequivocabile e precisamente a partire dalle operazioni per le quali
l’imposta sul valore aggiunto sia esigibile dal 1 gennaio 2015.

Tutta l’incertezza in realtà è nata perché per l’intero mese di gennaio
2015 e per i primi giorni di febbraio il sito della Regione Lazio (web
care) ha compilato le fatture per il rimborso dell’assistenza integrativa
in modalità tradizionale e quindi con l’Iva aggiunta all’imponibile.

Solo dopo l’intervento della software house di fiducia della Regione,
avvenuto nella seconda metà di febbraio, il sito ha iniziato ad emettere le
fatture correttamente con la scissione dei pagamenti. La circolare n. 1/E
del 9 febbraio 2015 dell’Agenzia delle Entrate ha in un certo qual modo
“ratificato” l’operato del sito della Regione Lazio “depenalizzando” gli
errori commessi fino al 9 febbraio stesso e di fatto le ASL, comprese
quelle romane, si sono adeguate alla realtà.

È anche vero, però, che in linea di diritto la richiesta della ASL di
Latina è a nostro avviso lecita perché “supportata” da una norma entrata in
vigore il 1 gennaio 2015.

E sarebbe altrettanto lecita la richiesta dell’applicazione dello split
payment anche per le fatture emesse i primi giorni di gennaio, riferite
alle forniture di dicembre 2014. Diventa però una questione di buon senso,
perché potrebbero insorgere complicazioni per coloro che rinunciano al
meccanismo dell’esigibilità differita: l’Iva del mese di gennaio di tutte
le farmacie mensili è già stata liquidata ed eventualmente versata, ove a
debito, e altrettanto è avvenuto per l’Iva del mese di febbraio,
limitatamente in quest’ultimo caso ai soggetti che non si avvalgono del
differimento Iva di un mese previsto per coloro che hanno la contabilità
presso terzi.

Infatti, qualora si decidesse di seguire le richieste della ASL di Latina,
per tali soggetti i versamenti effettuati sarebbero eccedenti l’imposta
realmente dovuta.

Il nostro orientamento è pertanto favorevole ad applicare lo split payment
con decorrenza dalle forniture di febbraio fatturate a inizio marzo,
semprechè – beninteso – fatturate, perché diversamente, come noto, lo
split payment non si applica.

(roberto santori)

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