Un farmacista co-vincitore che è stato vittima di un “incaglio” finanziario
– QUESITO

Vorrei un Vostro parere su un grosso problema che ho a causa di una truffa
da me subìta circa 3 anni fà; questa truffa mi porta oggi ad avere un conto
corrente con un “incaglio” (ci sono 45.000 euro di rate non pagate relative
a un finanziamento da 200.000 euro intestato a mio nome).
La mia domanda è la seguente: esiste il pericolo che a causa di questo
“incaglio” venga negata alla società, che dovrò formare con gli altri
associati vincitori del concorso, la possibilità di aprire un conto
corrente societario?

Il mancato pagamento di alcune rate relative ad un finanziamento, ancorché
riferibile ad una “truffa” da Lei subita, ha verosimilmente comportato
l’iscrizione della Sua posizione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.
Il che potrebbe astrattamente costituire una complicazione anche per la
mera apertura di un conto corrente bancario, dato che l’Istituto di
credito, oltre ad acquisire la documentazione relativa alla società
costituita tra voi, interrogherà proprio la Centrale Rischi, con la
conseguenza che Lei risulterà ( a torto o a ragione) un “cattivo pagatore”.
E in tal caso, una banca eccessivamente rigorosa potrebbe persino
ostacolare l’apertura di un semplice cc, anche se questa è un’evenienza che
ci pare più che altro teorica, mentre il Suo “incaglio” può in realtà
costituire un problema soprattutto nell’ipotesi in cui la società avesse
necessità, in prosieguo di tempo, di ricorrere a un finanziamento o di un
affidamento di cc, perché in questa eventualità gli istituti tendono a
richiedere a favore della società e nel loro interesse la fidejussione “a
prima chiamata” di tutti i soci.
Si tratta nel concreto di parlare con la banca, spiegando le modalità della
“truffa” da Lei subita e rammentando (anche se è un aspetto ben noto agli
istituti finanziari) che comunque gli altri soci, ove si tratti di una snc,
rispondono pur sempre solidalmente e illimitatamente delle obbligazioni
sociali e quindi le garanzie sarebbero in ogni caso assicurate da costoro.
Certo, conoscendo le banche, è possibile che nessuno voglia assumersi
responsabilità del genere, a meno che gli altri soci non figurino in
termini non equivoci come possessori di alti redditi e/o situazioni
patrimoniali particolarmente robuste e perciò facilmente “aggredibili” in
caso di necessità.
(valerio salimbeni)

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