L’”ordine delle preferenze” delle sedi in risposta all’interpello –
QUESITO

Chiedo un Suo parere sulla legittimità del vincolo concorsuale dei bandi
regionali che obbligano all’indicazione, da parte dei vincitori, di un
numero di sedi pari alla propria posizione in graduatoria, mentre
l’interpello, a seguito dei concorsi ordinari, ai sensi della legge
389/1999, prevede solo l’esclusione dall’assegnazione del candidato che non
indica nessuna sede, avendo la facoltà di indicare solo le sedi di suo
gradimento.

I bandi regionali devono recepire tutte le normative esistenti in materia
di concorsi (in questo caso per l’assegnazione delle farmacie), perché
nella “gerarchia delle fonti” sono collocati alla base di un’ipotetica
piramide e perciò non possono derogare alle disposizioni normative e
regolamentari che in quella piramide sono posizionate su un gradino più
alto.
Con riguardo, in particolare, all’interpello e all’assegnazione vigono
dunque l’art. 11, comma 6, della L. 27/2012 (dl. Cresci Italia) e l’art.
2 della L. 389/1999 da Lei citata.
In particolare, il terzo periodo del comma 6 dell’art. 11 della L. 27/2012
dispone che “a seguito dell’approvazione della graduatoria, ad ogni
vincitore sarà assegnata la prima sede da lui indicata in ordine di
preferenza, che non risulti assegnata a un candidato meglio collocato in
graduatoria”, mentre il terzo periodo dell’art. 2 della L. 389/1999 precisa
che “il candidato che non indica, entro il quinto giorno successivo a
quello dell’interpello, la farmacia prescelta, è escluso
dall’assegnazione”.
Come si vede, perciò, non c’è traccia nelle disposizioni legislative
statali (e neppure in quelle regolamentari di cui Dpr. 21/8/1971 n. 1275)
dell’obbligo del candidato utilmente graduato di indicare a pena di
esclusione dalla graduatoria – nel proprio “ordine di preferenza” – un
numero di sedi corrispondente alla posizione conseguita.
È un precetto invece presente in tutti i bandi che potrebbe anche non
rivelarsi legittimo, ma al suo annullamento dovrebbe naturalmente
provvedere il giudice amministrativo dinanzi all’impugnativa di un
concorrente (ne abbiamo parlato approfonditamente – esprimendo al riguardo
le stesse perplessità – nel nostro commento al “bando unico” contenuto
nella Sediva News del 26.10.2012, cui pertanto La rinviamo).
Ma pur condividendo i Suoi dubbi sulla legittimità di questa prescrizione
del bando, ci pare di dover ribadire che, osservandola, non potrà in realtà
derivarne per l’interpellato alcuna vera conseguenza, se non quella di
sobbarcarsi il fastidio di redigere un lungo elenco di sedi, molte delle
quali prive di qualsiasi appeal. Ma nulla di più.

(gustavo bacigalupo)

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