Un accertamento fiscale derivato dall’acquisto di un immobile non “coperto”
dai redditi dichiarati – QUESITO

Ho ricevuto un accertamento con cui mi viene contestato un maggior reddito
per l’anno di imposta 2014 per aver acquistato un appartamento, peraltro
pagato con i risparmi di una vita detenuti presso un conto di deposito
bancario.
Come posso oppormi?

Si tratta sicuramente di un accertamento da “redditometro” (art. 38, comma
4 e seguenti D.P.R. 600/73) con il quale sostanzialmente l’Agenzia delle
Entrate è legittimata a presumere l’esistenza di un maggior imponibile
fiscale non dichiarato quando le spese effettuate in un certo anno siano
superiori ai redditi indicati nella dichiarazione relativa allo stesso
anno, salvo naturalmente che il contribuente non dimostri che quelle spese
sono state sostenute con somme che hanno già scontato le imposte o ne sono
legalmente escluse.
Quindi, se l’acquisto dell’appartamento è stato effettivamente operato con
il risparmio di annualità precedenti, per le quali tutti i relativi redditi
imponibili siano stati regolarmente dichiarati, sarà necessario produrre
idonea documentazione bancaria del conto di deposito che attesti – anche
con una certa approssimazione – il decremento del saldo stesso nei due
momenti “a cavallo” (prima e dopo) dell’acquisto dell’immobile.
Secondo la recentissima giurisprudenza della Cassazione, invece, non
sarebbe necessario produrre la prova di un “collegamento diretto” tra la
provvista e la spesa e dunque, in altri termini, che le somme necessarie
per il pagamento siano effettivamente provenienti dal conto di deposito.
Ma agli effetti pratici tale prova, se si è in condizioni di produrla, si
rivelerebbe evidentemente molto utile.
(stefano
civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!