Sconti SSN e prezzo al pubblico sul territorio pugliese – QUESITO
 
Vi inoltro alcune circolari che si riferiscono ad importi che la Regione
Puglia, in sintonia con il parere intercorso tra AIFA ed Avvocatura
Distrettuale dello Stato di Palermo, intende applicare alle farmacie,
calcolando le trattenute o sconti sul prezzo al pubblico iva inclusa.
In pratica, con l’entrata in vigore della l. 122 del 30/7/2010, e perciò
dal 31 luglio 2010, la Regione ha stabilito che lo sconto si applica sul
prezzo al pubblico al netto di IVA (imposta indiretta universalmente nota
come partita di giro).
In seguito, con una serie di “note ”e/o “atti amministrativi” pre e
postdatati rispetto alla predetta legge e “orientandosi” sulla scorta di
pareri sempre intercorsi tra Aifa e Avvocatura palermitana, comunica
modalità di calcolo opposte a quanto stabilito con la citata l. 122/2010 e
basate, di contro, sul prezzo al pubblico IVA inclusa (10%).
Sembrerebbe inoltre che gli sconti al SSN per fasce di prezzo debbano
basarsi sul prezzo al pubblico del farmaco/brand anche esitando il
generico: p.es. fosfomicina p.p € 6.51, generico del Monuril bustine p.p
€11.36 – differenza a carico dell’ assistito € 4.85; calcolo dello sconto
per fasce (3.75%+2.25 % ) sul p.p. del Monuril.
La documentazione che vi trasmettiamo permetterà di rendervi conto del
merito delle richieste e dell’eventuale fondatezza, atteso che a fronte di
una legge dello Stato (L.122 come da circolare n. 72) si assumono certezze
in base a “note amministrative” e a “circolari” dell’Assessorato regionale
peraltro con effetto retroattivo (la richiesta di rimborso parte infatti
dal 2005).
Vorremmo il vostro autorevole parere.

L’argomento è naturalmente delicato e anche per la verità – almeno sotto
alcuni profili – molto spinoso, ma la risposta al quesito ci pare non possa
prescindere da alcuni aspetti riconducibili alla gerarchia delle fonti
normative.
L’art. 11, comma 6, del d.l. 78/2010, convertito nella l. 122 del
30/7/2010, recita testualmente: “A decorrere dal 31 maggio 2010 il servizio
sanitario nazionale, nel procedere alla corresponsione alle farmacie di
quanto dovuto, trattiene ad ulteriore titolo di sconto, rispetto a quanto
già previsto dalla vigente normativa, una quota pari all’1,82 per cento sul
prezzo di vendita al pubblico al netto dell’imposta sul valore aggiunto”.
La disposizione sembra dunque molto chiara, prevedendo il calcolo
dell’ulteriore sconto sul prezzo dei farmaci “de-ivato”.
Senonché, la legge in questione è normativa nazionale e perciò nella
“gerarchia delle fonti” è ovviamente di livello di gran lunga superiore
alle note della Regione Puglia o a quelle dell’AIFA, come anche, a maggior
ragione, ai pareri dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo.
Per modificare la base di calcolo dello sconto dell’1,82% parrebbe dunque
ineludibile una norma, quantomeno, di pari livello.
In definitiva, il nostro orientamento non può che essere pienamente
favorevole all’applicazione dello sconto sul prezzo “de-ivato” e crediamo
pertanto che abbiate tutti i diritti per sostenere esattamente questa tesi.

(roberto santori)

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