La sorte di co.co.co. e co.co.pro.

La legge delega già contemplava il superamento dei rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa e di quelli a progetto, e dunque
il decreto attuativo si è limitato sostanzialmente a ribadirne la
soppressione.
Non si potranno pertanto stipulare nuovi contratti né dell’uno, né
dell’altro tipo, e quelli in atto resteranno in vigore fino alla scadenza.
Sopravvivono i rapporti di collaborazione:
1) disciplinati, per particolari settori (call center, recupero crediti,
ricerche di mercato), da accordi collettivi che stabiliranno anche il
trattamento economico;
2) con professionisti iscritti in albi professionali;
3) con i componenti di organi di amministrazione e di controllo delle
società;
4) con le associazioni sportive dilettantistiche.

Il decreto ha previsto anche l’estinzione degli illeciti previdenziali e
fiscali derivanti proprio dalla non ortodossa qualificazione del rapporto
con co.co.co. e co.co.pro..
Per poterne usufruire, le aziende devono tuttavia trasformare, entro il 31
dicembre 2015, i relativi contratti in rapporti di lavoro a tempo
indeterminato, che non possono però essere risolti nei 12 mesi successivi
se non per giusta causa o giustificato motivo.
Infine, il committente e il lavoratore devono sottoscrivere un verbale di
conciliazione diretto alla definizione di qualsiasi reciproca pretesa
connessa o conseguente al rapporto pregresso.

(maria luisa santilli)

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