Anche i prelevamenti dei soci devono essere tracciabili se d’importo non
inferiore a 1.000 euro – QUESITO
Siamo due soci e preleviamo dal conto della società € 2.500 mensili per
ciascuno in c/utili. Questi prelevamenti devono essere effettuati con
strumenti tracciabili?
Una transazione in contanti assume rilievo ai fini della disciplina
antiriciclaggio se la stessa avviene tra soggetti diversi.
Ora, le società di persone, benché non dotate di personalità giuridica alla
stregua delle società di capitali, rappresentano pur sempre soggetti
distinti ed autonomi rispetto alle persone dei soci e, pertanto, i
prelevamenti effettuati da questi ultimi in conto utili durante l’anno, se
superiori alla soglia legale dei 999,99 euro, devono anch’essi essere
effettuati con strumenti tracciabili (bonifici, assegni, g/conti ecc).
Oltretutto non è possibile eludere l’obbligo di tracciatura riducendo i
pagamenti ed aumentandone la frequenza per scendere volta a volta al di
sotto di quella soglia, perché un tale comportamento – qualora non rientri
in uno specifico accordo contrattuale assunto preventivamente (e
frequentemente sono le clausole statutarie che disciplinano il prelievo,
anche in conto utili, sia quanto all’ammontare che alla periodicità) –
darebbe adito al sospetto di un “frazionamento artificioso” realizzato
proprio al fine di eludere la normativa, con la conseguenza che i singoli
prelievi potrebbero essere agevolmente considerati un’unica operazione ai
fini appunto del superamento del limite legale di importo.
(mauro giovannini)