I ritardi reiterati di un collaboratore – QUESITO
Sono il titolare di una farmacia situata in una zona centrale della città.
All’inizio della giornata lavorativa vi è un afflusso enorme di clientela.
Mi sono organizzato assumendo il giusto numero di persone per essere
efficiente e soddisfare le esigenze della clientela evitando le attese
prolungate. Nelle ultime settimane incontro dei problemi perché un
collaboratore farmacista quasi regolarmente arriva in ritardo di 15-20
minuti.
Il contratto di riferimento specifica che non sono ammessi ritardi
nell’orario di lavoro, concedendo al titolare della farmacia la facoltà di
trattenere un importo della retribuzione calcolata sul tempo del ritardo e
con aggiunta eventuale di una multa il cui ammontare non può tuttavia
superare quello della trattenuta.
Se il lavoratore però persiste nei ritardi, superando il limite di tre
nell’anno solare, il datore di lavoro potrà raddoppiare l’importo della
multa.
Infine, se il dipendente accentua ulteriormente e irragionevolmente il
numero dei ritardi, il titolare può adottare provvedimenti disciplinari
anche di grande rigore fino alla risoluzione del rapporto di lavoro senza
preavviso, risolvendosi un comportamento così esasperato in una non
equivoca giusta causa.
(rocco de carlo)
La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!