L’assegnazione in via provvisoria di una farmacia chiusa per il fallimento
del titolare – QUESITO

Gestisco una farmacia alla periferia di una grande città, ubicata a 1200 mt
da un altro esercizio chiuso da più di un anno perché il titolare dovrebbe
essere stato dichiarato fallito.
Se questa farmacia fosse assegnata in via provvisoria, a chi spetterebbe?

Nell’ipotesi in cui il titolare della farmacia chiusa al pubblico sia
davvero fallito, il curatore fallimentare ha l’obbligo di vendere
l’esercizio mediante asta (nella quale Lei non potrà tuttavia godere di
alcun “privilegio”) e procedere alla cessione del diritto d’esercizio della
farmacia, unitamente all’azienda, a favore dell’assegnatario all’esito
dell’asta entro quindici mesi dalla data del fallimento, pena la decadenza
del fallito dalla titolarità.
In quest’ultimo caso, trascorsi cioè quindici mesi senza che sia stata
ceduta, la farmacia sarà vacante e dovrà essere assegnata al vincitore del
prossimo concorso “ordinario”.
Pertanto, ove venga venduta entro quel termine (quel che tutto sommato
appare scontato, perché nessun curatore fallimentare può permettersi
generalmente di farlo decorrere inutilmente), la farmacia aprirà presto con
il nuovo titolare.
Laddove, invece, diventi inopinatamente vacante, potrà essere gestita bensì
in via provvisoria, ma l’assegnatario sarà “prelevato” dalla graduatoria
dell’ultimo concorso, ferma in ogni caso l’impossibilità che
l’assegnatario possa essere un titolare di farmacia o anche un socio di
società titolare di farmacia.
(stefano lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!