Come gestire il baratto di parafarmaci e/o farmaci Otc Sop – QUESITO
Ho intenzione di proporre ad altri colleghi titolari di farmacia una
bacheca virtuale dove inserire tutti i nostri “avanzi” di magazzino dovuti
ad ordini errati o sottostimati.
Senza scambio di denaro, ma solo ed esclusivamente utilizzando il metodo
del baratto, dovremmo poter scambiare gli articoli prescelti (in modo
particolare parafarmaco).
Ma fiscalmente come dovremmo giustificare il tutto ? Oltre la bolla di
trasporto, bisogna compilare una fattura a costo zero o qualche altro
documento fiscale che specifici che si tratti di baratto senza scambio di
contante? 

La farmacia che intende vendere o permutare parafarmaco con altre farmacie
o parafarmacie deve preventivamente comunicare alla Camera di Commercio
l’intenzione di intraprendere tale attività.
Se, invece, la vendita all’ingrosso o la permuta (con altre farmacie o
parafarmacie) riguarda farmaci, bisogna ottenere la ben nota
autorizzazione regionale prevista dal d.lgs. 219 del 24/4/2006
(nell’ultim’ora, come noto, la Legge di Stabilità 2015 non ha soppresso la
disposizione che la prevede appunto anche a favore delle farmacie).
Per la permuta (o, se preferisce, baratto) di merce tra due soggetti
economici, anche tramite una “bacheca virtuale”, bisogna come al solito
distinguere gli aspetti civilistici da quelli fiscali.
I primi sono disciplinati dagli artt. 1552 e segg. del codice civile che
prevedono l’esistenza di un contratto unico in cui le parti si obbligano
reciprocamente a trasferire la proprietà di beni (o ad effettuare servizi).
Per il Fisco, invece, nella permuta le cessioni di merce sono soggette a
iva separatamente da quelle in corrispondenza delle quali sono effettuate e
quindi vanno fatturate singolarmente da ciascun soggetto economico.
Pertanto ogni cessione va considerata distintamente, derivandone quindi che
l’ammontare del corrispettivo da fatturare è il valore dei beni che formano
oggetto di ciascuna operazione.
Le operazioni vanno analizzate separatamente con un distinto documento
fiscale da parte di ciascun operatore economico anche per individuare il
momento di effettuazione che coincide con la consegna dei beni; bisognerà
perciò emettere il DDT e successiva fattura differita oppure fattura
immediata, e dunque senza DDT.
Contabilmente, poi, il debito che nasce dalla registrazione della fattura
della farmacia fornitrice potrà essere compensato con il credito derivante
dall’emissione della fattura nei confronti della farmacia cliente, salvo un
eventuale conguaglio di denaro.
(roberto santori)

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