Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a indeterminato:
i benefici contributivi – QUESITO
Alla luce della legge di stabilità 2015, avendo una dipendente a tempo
determinato, è possibile la trasformazione del rapporto a tempo
indeterminato con l’azzeramento dei contributi per i primi tre anni?
Il Governo Renzi, al fine di promuovere l’occupazione in Italia, ha
previsto un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a
carico dei datori di lavoro che assumano a decorrere dal 1 gennaio 2015
personale a tempo indeterminato.
L’agevolazione è riconosciuta per un periodo non superiore a trentasei mesi
e nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base
annua.
Allo stato attuale l’esonero spetta ai datori di lavoro in presenza di
nuove assunzioni a tempo indeterminato, escluse quelle relative a
lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo
indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro.
Al fine di evitare elusioni della norma è stato specificato che l’esonero
contributivo non spetta alle aziende che assumono lavoratori che abbiano
avuto con loro o con aziende collegate o controllate un contratto di lavoro
a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore
della Legge di Stabilità.
Il caso da Lei prospettato (se il tempo determinato finisse ipoteticamente
il 10 gennaio e si riassumesse il lavoratore con un contratto a tempo
indeterminato), quindi, potrebbe rientrare nelle fattispecie beneficiarie
dell’esenzione dei contributi.
(rocco de carlo)
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