Cade la sostituzione obbligatoria del titolare/direttore over 68?

Sembrerebbe fortunatamente di sì, dato che la Commissione Bilancio della
Camera, tra gli emendamenti al ddl. Stabilità ora approvati, c’è anche
quello che elimina la disposizione di cui all’u.c. dell’art. 11 del dl.
CresciItalia che, a seguito della modifica introdotta dallo Spending
Review, così tuttora recita: “A decorrere dal 1° gennaio 2015 e fatta
eccezione, comunque, per le farmacie rurali sussidiate, la direzione della
farmacia privata, ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n.
362, e dell’articolo 11 della legge 2 aprile 1968, n. 475, può essere
mantenuta fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte
del farmacista iscritto all’albo professionale”.
Nonostante il dubbio espresso recentemente da qualche Autore, ci pare che
si tratti di un precetto rivolto sia ai titolari in forma individuale che
alle società di persone (anche il parere ministeriale fu allora in questo
senso, diversamente dalle relazioni dei Servizi Studi delle Camere, anche
se l’uno e le altre di per sé contano ben poco…).
Parlandone comunque ancora come norma “viva”, si tratta in realtà di una
bizzarra quanto disgraziata disposizione dell’art. 11, perché il
“raggiungimento del requisito di età pensionabile” (recentemente elevata da
65 a 68 anni) è una barriera ingiustificabile, tanto più se è apposta –
come qui – a prescindere dalle condizioni fisiche del titolare.
È in sostanza un’ulteriore fattispecie – oltre a quelle previste nell’art.
11 della legge 475/68, come modificato dall’art. 11 della legge 362/91 – di
sostituzione del titolare nella conduzione professionale della farmacia, ma
anche, e non vedremmo ragioni per negarlo, in quella economica.
Si configura questa volta, è vero, un’ipotesi di sostituzione obbligatoria
(per la verità, sarebbe tale anche quella “per infermità”), ma che,
differentemente da tutte le altre fattispecie, può protrarsi legittimamente
anche ben oltre, ad esempio, i 5 anni continuativi – o 6 anni nell’arco di
un decennio – previsti appunto per il caso di malattia e permettere perciò
al titolare di restare tale sino all’ultimo giorno di vita, quali che siano
le sue condizioni di salute.
Certo, la piccola farmacia (rurale non sussidiata o urbana) condotta,
gestita e diretta soltanto dal suo titolare, senza quindi nessun
collaboratore farmacista, sarà costretta ad avvalersi del direttore
sostituto, gravando in modo talora decisivo sul bilancio dell’esercizio,
impossibilitato a sostenere questo nuovo onere.
Tuttavia, ove si ritenga – come abbiamo già rilevato – che l’under68 possa
qui essere chiamato a sostituire l’over68 (ovviamente per mera scelta di
quest’ultimo) anche nella “conduzione economica” dell’esercizio, si
potrebbero aprire, perlomeno quando la farmacia sia condotta
individualmente, prospettive del tutto nuove quanto proficue, anche sotto
l’aspetto giuridico, nell’organizzazione della farmacia (l’affitto e il
comodato d’azienda, ad esempio, sono in questi casi figure contrattuali
pienamente legittime).
In ogni caso, come ricordato all’inizio, l’intera disposizione dell’u.c.
dell’art. 11 dovrebbe essere abrogata, e tanti problemi pratici risolti in
un sol colpo.

(gustavo bacigalupo)

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