Il “farmacista responsabile” della parafarmacia – QUESITO

Attualmente sto effettuando una sostituzione per maternità in parafarmacia
con la qualifica di direttore. Il mio datore di lavoro non vuole affrontare
la gestione degli scaduti (sia alimenti che OTC) come prescritto dalla
normativa vigente. Non potendo io decidere in materia, sono comunque
responsabile penalmente ? Come posso tutelarmi ?

Se in una farmacia è figura tipica il direttore responsabile (che
notoriamente, quando la titolarità sia individuale, è il titolare stesso),
in una parafarmacia il ruolo, sia pure soltanto per certi profili, è svolto
dal “farmacista che (vi) esplica l’attività professionale”, ovvero – ove
nella parafarmacia/esercizio di vicinato o nella parafarmacia/corner
operino “più farmacisti” – dal “farmacista responsabile” individuato dal
“titolare dell’esercizio commerciale” e reso “identificabile dall’utente”.
Questa, riportata quasi integralmente, la disciplina che si trae dal comma
1 bis e il comma 1 ter dell’art. 108 del Codice comunitario dei farmaci
(aggiunti all’originario comma 1 dal comma 20 dell’art. 2, D.Lgs. 29
dicembre 2007, n. 274), i quali attribuiscono espressamente all’unico
farmacista addetto all’esercizio o al corner, ovvero al “farmacista
responsabile” come appena ricordato, la responsabilità “della gestione del
reparto e dell’attività di vendita al pubblico dei medicinali” nonché “del
connesso stoccaggio dei medicinali nel magazzino annesso, funzionale
all’esercizio commerciale”
Perlomeno di questi specifici aspetti della gestione, pertanto, Lei può
essere chiamato a rispondere pressoché su tutti i versanti astrattamente
configurabili: civilistico (per eventuali danni a terzi e/o alla
parafarmacia), penale, deontologico (cioè in sede ordinistica) e
disciplinare (nei confronti del datore di lavoro) e un’eventuale
dichiarazione, preventiva o successiva, di “manleva” del legale
rappresentante della parafarmacia potrebbe sottrarla soltanto alla
responsabilità sul piano disciplinare e magari anche, ricorrendo altre
condizioni, su quello civilistico.
Ma neppure il datore di lavoro potrebbe evitarLe di rispondere, ad
esempio, della contravvenzione prevista in caso di detenzione per il
commercio – evidentemente colposa e non dolosa – di medicinali guasti o
imperfetti, nella quale si può incappare anche in presenza di semplici
farmaci scaduti.
In definitiva, quindi, l’assunzione dell’incarico – per tutta la
durata della sostituzione – comporta anche l’assunzione delle relative
responsabilità, pur se unitamente, s’intende, al diverso trattamento
economico e normativo ad esso inerente.

(gustavo bacigalupo)

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