L’assegnazione di sedi nei concorsi straordinari in pendenza di ricorsi
contro la loro istituzione – QUESITO

Sono in graduatoria nel concorso toscano in una posizione però piuttosto
bassa e inoltre per nove delle sedi a concorso è stato presentato ricorso;
quindi  potrei  essere esclusa temporaneamente dall’assegnazione di una
sede.
Che succede in questo caso? Rimaniamo sospesi fino alla risoluzione dei
ricorsi?

La Regione Toscana ha bandito il concorso straordinario per il conferimento
di 131 sedi farmaceutiche e quindi, se in graduatoria Lei è collocata oltre
il 131° posto, potrà fermamente confidare – fino all’assegnazione
definitiva di tutte le sedi messe a concorso – che ne venga a Lei offerta
una non accettata dai concorrenti utilmente meglio graduati; e questa, come
abbiamo osservato in altre circostanze, potrebbe nel concreto rivelarsi una
soluzione mille volte più favorevole, ad esempio, dell’assegnazione in
prima battuta di una sede di scarso o scarsissimo interesse nella quale può
verosimilmente incappare il 131° concorrente.

Può però darsi il caso che, pur avendo ottenuto una posizione “piuttosto
bassa” (come è detto nel quesito), Lei figuri nondimeno tra i primi 131
graduati, e in tale eventualità riceverà dalla Regione il (primo)
interpello con l’invito ad indicare – in ordine di preferenza – un numero
di sedi messe a concorso pari appunto al numero della propria posizione in
graduatoria (un precetto, presente in tutti i bandi, piuttosto
discutibile…).

Le verrà quindi assegnata la “prima sede (da Lei) indicata … in ordine di
preferenza, che non risulti assegnata a un candidato meglio collocato in
graduatoria” ed “entro 15 giorni dall’assegnazione”, pena la Sua esclusione
definitiva dalla graduatoria, dovrà “dichiarare se accetta o meno la sede
assegnata”.

Quanto alle nove sedi in ordine alle quali è stato presentato ricorso
(evidentemente contro il provvedimento di revisione straordinaria di una o
più piante organiche di altrettanti comuni toscani), laddove il TAR e/o il
Consiglio di Stato abbiano già deciso nel merito – come per la verità
dovrebbe essere, visto il tempo decorso – accogliendo l’impugnativa, esse
dovrebbero essere state già stralciate dal concorso, e dunque escluse dalla
fase di assegnazione perché definitivamente espunte dalla procedura.

Nell’ipotesi invece in cui il ricorso non sia stato ancora deciso in via
definitiva (né ovviamente sia stata a suo tempo concessa la sospensiva
dell’efficacia del provvedimento comunale impugnato), anche queste nove
sedi – tuttora regolarmente a concorso – dovranno essere assegnate secondo
la procedura prevista nel bando.

Certo è pur sempre possibile che il Consiglio di Stato decida e accolga il
ricorso originario soltanto all’esaurimento della procedura, e allora ne
deriverebbero conseguenze di tutti i colori e danni talora memorabili per
chi medio tempore sia risultato definitivamente assegnatario di una di
tali sedi e immesso nella relativa titolarità.

Qui il tema si fa però complesso e troppo articolato per approfondirlo in
questa circostanza, ma del resto avremo occasione di riaffrontarlo.

(gustavo bacigalupo)

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