Premi di fine anno ed extra-sconti: la Cassazione si pronuncia in tema di
Iva

La Cassazione, con sentenza n. 21182 dell’ 8 ottobre 2014, ha negato il
diritto alla detrazione dell’Iva sulle fatture o note di debito aventi ad
oggetto premi fedeltà o premi di fine anno corrisposti ai clienti.

La decisione si fonda sull’assunto che in tali operazioni sia ravvisabile
la natura di premio, cioè di un contributo autonomo riconosciuto
indistintamente a fine esercizio al cliente al raggiungimento di un
determinato fatturato o comunque per incentivarlo a futuri acquisti,
piuttosto che quella di sconto, come tale incidente direttamente sul prezzo
della merce compravenduta, che invece andrebbe a ridurre l’ammontare dovuto
per le singole operazioni compiute.

Viceversa, la decisione della Suprema Corte ammette la detrazione dell’Iva
sugli abbuoni e sconti commerciali qualora vengano rispettate due
condizioni: la prima è che deve essere praticato al cliente uno sconto sul
prezzo di vendita e la seconda è che la riduzione del corrispettivo
applicata al cliente sia frutto di un accordo, anche successivo, che può
essere documentale o verbale.

E’ opportuno quindi prestare la migliore attenzione nei rapporti con i
fornitori di merce, soprattutto grossisti e cooperative, che riconoscono
spesso a fine anno degli extra-sconti, tenendo tuttavia conto che la
pronuncia della Cassazione interessa evidentemente soprattutto questi
ultimi (in ordine alla detrazione dell’Iva sulle note di credito o di
variazione emesse a fronte proprio degli extra-sconti), piuttosto che le
farmacie.

(roberto santori)

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