La marcatura CE e lo scontrino fiscale “parlante” – QUESITO

Da un po’ di tempo tornano in farmacia numerosi clienti lamentandosi del
fatto che commercialisti e Caf non abbiano portato in detrazione i nostri
scontrini perché non vi figurava la dicitura CE! Trovo la cosa strana in
quanto questa dicitura riguarda solo alcuni dispositivi medici.

Come Lei giustamente rileva, la marcatura CE ha in realtà a che fare
proprio con la detraibilità dei dispositivi medici e non con quella della
spesa sostenuta per farmaci.

E infatti, come già evidenziato nella Sediva News del 12/06/2013 alla quale
senz’altro si rimanda per ogni approfondimento sul tema, l’Amministrazione
finanziaria ebbe occasione di chiarire che la generica indicazione nella
fattura o nello scontrino fiscale parlante di “dispositivo medico” non è
sufficiente per ammettere l’acquisto al beneficio fiscale, essendo invece
necessaria sia una specifica descrizione del prodotto che la dimostrazione
della sua conformità alle direttive comunitarie, una dimostrazione che però
richiede evidentemente la conservazione materiale della confezione del
prodotto e/o della documentazione attestante appunto la conformità, come
chiarito nella news appena richiamata.

Venendo tuttavia al punto, come riconosciuto anche dall’Agenzia delle
Entrate nella circolare n. 19/E del 01/06/2012, i soggetti – tra i quali le
farmacie, naturalmente – che cedono a terzi il dispositivo medico possono
assumere a proprio carico l’onere di individuare i prodotti che danno
diritto alla detrazione, integrando le indicazioni da riportare sullo
scontrino fiscale/fattura con la dicitura “prodotto con marcatura CE” e con
l’annotazione – per i dispositivi medici diversi da quelli di uso comune
elencati in allegato alla circolare 20/2011 – del numero della direttiva
comunitaria di riferimento.

Probabilmente è questa indicazione che i compilatori dei modelli UNICO e
730 cercano e non trovano nei vostri scontrini ma, a ben guardare, tale
indicazione è solo una facoltà e non un obbligo per il venditore del
prodotto posta in atto (assumendosi a riguardo, nei confronti del cliente,
anche la correlata responsabilità) per agevolare quest’ultimo per ragioni,
diciamolo pure, di politica commerciale.

In assenza di dette indicazioni sullo scontrino o sulla fattura, insomma,
deve essere il cliente a documentare – anche al proprio commercialista per
la compilazione del modello dichiarativo – che il dispositivo acquistato,
essendo “conforme a norma”, può essere legittimamente portato in detrazione
e pertanto, se questo è avvenuto correttamente, non ci spieghiamo perché
siano insorti nel concreto i problemi denunciati nel quesito.

(roberto santori)

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