Niente “redditometro” se sull’estratto conto c’è disponibilità
(e per un tempo sufficiente…)

Per difendersi dal redditometro, come abbiamo già avuto occasione di
osservare, il contribuente è sostanzialmente chiamato a dimostrare che le
spese sostenute in un dato anno, le quali si rivelino superiori al reddito
dichiarato per lo stesso anno, siano state affrontate con somme già tassate
o legittimamente escluse da tassazione.
Ma come deve atteggiarsi in pratica questa dimostrazione?
L’Agenzia delle Entrate (neppure a dirlo…) assume la posizione più rigorosa
sostenendo che il contribuente è chiamato ad indicare puntualmente il
collegamento (c.d. nesso eziologico) intercorrente tra ciascuna spesa e la
provvista utilizzata. In tal modo, però, l’assolvimento della prova si
potrebbe rivelare estremamente oneroso, richiedendo un continuo e
defatigante lavoro di archiviazione/documentazione di tutte le
movimentazioni finanziarie.
Ma recentemente la Cassazione (Cass. n. 8995/2014) ha assunto una tesi più
conciliante ritenendo necessaria ai fini del superamento della prova non
già la puntuale documentazione spesa-esborso, ma più semplicemente la
dimostrazione della disponibilità di tali importi presso il contribuente
per un tempo sufficiente da far ritenere ragionevolmente che il
sostenimento delle spese stesse sia stato coperto, per l’appunto, da quelle
somme.
Ci sembra di comprendere, quindi, che quando ad esempio il Fisco chieda
conto al figlio studente dell’acquisto di un appartamento – il cui prezzo,
indicato nel rogito notarile, non sia ovviamente “coperto” dal reddito
dichiarato per l’anno di acquisto e la cui provvista sia stata fornita dal
padre – non sia necessario esibire, per smontare la pretesa erariale,
esattamente copia della contabile bancaria del bonifico e/o dell’assegno
emesso a fronte del pagamento, ma possa rivelarsi sufficiente che, una
volta dimostrato di aver ricevuto la somma dal padre (che è naturalmente
imprescindibile), questa sia rimasta sul conto corrente del figlio almeno
fino alla data del pagamento dell’appartamento sì da far ragionevolmente
ritenere, come detto, che l’acquisto sia stato effettuato proprio con
quella somma.
Un piccolo passo avanti che tuttavia non permette certo di abbassare la
guardia.
(franco lucidi)

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