Compravendite immobiliari: la responsabilità del Notaio secondo la Suprema
Corte

Come verosimilmente sappiamo tutti, il Notaio incaricato della stipula di
una compravendita immobiliare è tenuto a verificare in primo luogo che il
bene sia libero da oneri e che rientri nella disponibilità del venditore.

Per il Notaio questa è una responsabilità di natura contrattuale,
riguardando infatti il mandato professionale ricevuto. Ma quali ne sono i
limiti?

Secondo una recente pronuncia della Cassazione (Cass. n. 18244/2014), tale
responsabilità è contenuta nei limiti del danno che si è effettivamente
verificato per effetto del suo inadempimento, ai fini del cui accertamento
sarà dunque necessario valutare in quale situazione economica si sarebbe
trovato il cliente qualora il professionista avesse diligentemente
adempiuto alle prestazioni a lui facenti carico.

Il concetto sarà forse più chiaro accennando proprio al caso concreto
deciso dalla Suprema Corte.

Il cliente-acquirente aveva versato gran parte della somma pattuita con il
cliente-venditore prima della sottoscrizione del contratto definitivo e
pertanto, come osservano i giudici di legittimità, “buona parte del
pregiudizio, costituito dal versamento del corrispettivo per l’acquisto di
un immobile gravato da iscrizioni pregiudizievoli, si era irreversibilmente
prodotto per cause del tutto indipendenti dall’attività del professionista.
Di conseguenza la responsabilità del Notaio deve essere detratta delle
somme corrisposte dall’acquirente prima della sottoscrizione dell’atto”.

L’insegnamento che da questa vicenda bisogna trarre è intuitivo: prima
delle opportune verifiche del Notaio, mai sbilanciarsi troppo con i
pagamenti alla controparte…

(paolo liguori)

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