I prossimi controlli fiscali sulle farmacie – QUESITO

Sento che parecchi colleghi vengono in questo momento assoggettati ad
accertamenti fiscali per il periodo 2009-2011. Ma cosa devono attendersi le
farmacie nei prossimi mesi dal Fisco?

Anche se con la necessaria sintesi, è opportuno passare in rassegna le
direttive impartite al riguardo dalla Direzione Centrale Accertamento
dell’Agenzia delle Entrate agli uffici periferici con la circolare n. 25/E
del 6/8/2014.

Concentrando l’attenzione sui contribuenti soggetti agli studi di settore –
ai quali appartiene la stragrande maggioranza delle farmacie – e sulle
persone fisiche, vediamo quindi i punti salienti del documento.

Contribuenti soggetti agli studi di settore. Per le imprese soggette agli
studi di settore e per i lavoratori autonomi, l’Agenzia fa ancora
affidamento sullo studio di settore ma non più (e non tanto) come strumento
di accertamento “puro” (è evidente che i “richiami” della Cassazione hanno
sortito il loro effetto…) quanto come strumento di selezione delle
posizioni sulle quali approfondire successivamente l’attività di
accertamento.

A tal fine diventa determinante il controllo attraverso i c.d. “accessi
brevi” della correttezza e veridicità dei dati esposti nel modello per
mirare in prima battuta a intercettare coloro che “abusivamente” – come si
esprime l’Agenzia – hanno avuto accesso al regime premiale riservato ai
contribuenti congrui, normali e coerenti; successivamente, in dipendenza
dell’esito di questi controlli, partiranno le verifiche vere e proprie e
naturalmente coloro che abbiano, per così dire, “falsificato” i dati del
modello per acquisire la patente di contribuente “in regola” proprio con lo
studio di settore, sono proprio quelli che presentano un più alto rischio
di evasione.

Indagini finanziarie. La circolare invita poi gli uffici a un uso accorto e
prudente dello strumento delle indagini finanziarie, raccomandandone
l’utilizzo “…solo a valle di un’attenta attività di analisi del rischio che
faccia emergere significative anomalie dichiarative, preferibilmente quando
è già in corso un’attività istruttoria del’ufficio”.

In altri termini, i conti bancari dovranno essere ispezionati solo quando
la posizione soggetta a verifica riveli un particolare rischio di evasione
come nel caso in cui, ad esempio, il reddito dichiarato si manifesti
sensibilmente “incapiente” rispetto alle spese effettuate.

Ma anche quando questo strumento sia attivato – precisa l’Amministrazione
finanziaria – il suo uso deve sempre essere ispirato a logiche di
ragionevolezza e proporzione “avulse da acritico automatismo” e sempre
previo contradditorio con il contribuente accertato: inutile dire che
questa apertura su un tema tanto sensibile e delicato come quello delle
indagini finanziarie non può che far tirare un sospiro di sollievo.

Persone fisiche. Infine, per le verifiche sulle persone fisiche l’Agenzia
si aspetta molto ancora una volta dagli accertamenti c.d. “redditometrici”,
ma anche in questo caso, il ricorso a tale metodologia deve avvenire con
discernimento evitando controlli nei confronti di persone che presentino
scostamenti non significativi tra reddito dichiarato e manifestata capacità
di spesa, dando particolare importanza al contradditorio quale momento
centrale della procedura ai fini della verifica delle prove fornite dal
contribuente.

È da augurarsi, in conclusione, che gli uffici periferici – nella loro
concreta attività di controllo – facciano tesoro di queste indicazioni.

(stefano
civitareale)

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