Naturopatia in farmacia – QUESITO

A proposito di questa tematica che ho visto trattata più volte anche sul
vostro sito mi interessa sapere se è possibile che lo stesso farmacista
operi come naturopata e farmacista all’interno della farmacia.
Mi spiego: un titolare di farmacia con diploma di naturopatia, può
dispensare farmaci e al contempo concedere consulenze naturopatiche in
locali interni alla farmacia ma separati dal locale di vendita?

Come abbiamo avuto occasione di osservare in alcune circostanze (in
particolare v. Sediva News del 11/07/2012), quella di naturopata non è
almeno al momento una professione sanitaria.
Anche se infatti sono previsti corsi triennali di “laurea” in naturopatia,
si conseguono in sostanza – ci pare – soltanto attestati che non sono
tuttavia abilitanti come è invece, ad esempio, per il podologo, il
dietista, ecc.
Si tratta quindi in realtà soltanto di una “pratica” sia pure sempre più
diffusa o, meglio, di un “approccio” – alternativo a quello della medicina
ufficiale – ai problemi della salute e al benessere della persona in senso
lato che comprende, tra l’altro, i trattamenti omeopatici, i vari test
sulle intolleranze alimentari, nonché gli altri eseguiti con tecniche non
invasive quali la misurazione della tensione muscolare, il metodo
kinesiologico, il test DRIA ecc., che escludano comunque il prelievo di
campioni di sangue dal paziente.
Crediamo pertanto che il farmacista che abbia conseguito un attestato (o la
“laurea” nel senso ricordato) in naturopatia sia senz’altro autorizzato a
effettuare (anche) queste “pratiche” e più in generale a rendere
consulenze naturopatiche anche in farmacia (senza necessità, peraltro, di
operare in locali separati da quello di vendita), dato che si tratta di
prestazioni che non configurano, per quanto detto, l’esercizio di alcuna
(altra) professione sanitaria.
Men che meno, quindi, il farmacista-naturopata potrebbe incorrere nel
divieto di cui all’art. 102 del TU.San (“Il conseguimento di più lauree o
diplomi dà diritto all’esercizio cumulativo delle corrispondenti
professioni o arti sanitarie, eccettuato l’esercizio della farmacia che non
può essere cumulato con quello di altre arti o professioni sanitarie”), ove
mai si tratti di un precetto riguardante ipotesi di “cumulo” diverse da
quelle del farmacista-medico e del farmacista-veterinario.
(paolo liguori)

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