La sostituzione di condizionatori obsoleti – QUESITO

Abbiamo letto la vs/news del 4 luglio.
Dato che abbiamo provveduto a sostituire alcuni condizionatori obsoleti
con altri in classe A a pompa di calore inverter, come possiamo fare per
usufruire del bonus?

Gli interventi di riqualificazione energetica, come la sostituzione di
impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza (che
presumiamo sia stata operata presso la farmacia e non in un’abitazione
privata) alla quale faceva riferimento la Sediva News del 04/07/2014,
possono usufruire della detrazione d’imposta pari al 65 % delle spese
effettuate dal 06/06/2013 al 31/12/2014 a condizione che sia rispettata la
particolare procedura dettata dalle specifiche norme in materia.

Più precisamente, occorre qui trasmettere telematicamente all’Enea – entro
90 giorni dal termine dei lavori, e direttamente sul sito dell’Ente – la
c.d. scheda informativa relativa agli intereventi realizzati e, ove
previsto, la copia dell’attestato di qualificazione energetica redatta da
un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito) iscritto al
rispettivo Albo professionale.

Nel caso in cui tale comunicazione non sia stata inviata nel termine
indicato, è ancora possibile provvedervi, senza quindi compromettere
l’accesso al beneficio fiscale, ricorrendo alla c.d. “remissione in
bonis”, che a ogni effetto si presenta come una nuova forma di ravvedimento
operoso (v. Sediva News del 27/11/2012 ).

Questo adempimento si traduce, in pratica, nel provvedere all’invio della
comunicazione all’Enea ora per allora, e però, attenzione, non oltre il 30
settembre dell’anno successivo a quello in cui si sono effettuati gli
interventi agevolati, sanando così l’invio tardivo con il versamento di
una sanzione di 258 euro mediante il Mod. F24 e indicando nella sezione
Erario il cod. tributo 8114 nonché l’ anno cui si riferisce la violazione
in argomento.

Infine, se, come ipotizzato, i lavori sono stati operati dalla farmacia
come tale, il detto versamento può essere effettuato con qualsiasi
modalità, purché tracciabile, e perciò non solo con un apposito bonifico
bancario o postale, come è prescritto invece per le persone fisiche.

Ad ogni buon fine, comunque, è in pratica evidentemente necessario
conservare in modo accurato tutta la documentazione attestante le spese
sostenute (le quietanze di pagamento, la comunicazione all’Enea ed i
relativi allegati) per un periodo di almeno 15 (!) anni dall’esecuzione dei
lavori, tenuto conto dei poteri di controllo concessi all’A.f. e anche
delle modalità stesse di fruizione del bonus fiscale che, come noto, la
legge spalma in 10 rate annuali.

(andrea piferi)

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