Varie sul lavoro

L’infortunio del dipendente “in itinere”
D – Un mio dipendente si è infortunato prima di arrivare al lavoro. Devo
obbligatoriamente comunicare l’avvenuto infortunio anche se sono incerto se
possa configurarsi un infortunio o malattia?
R – In quanto datore di lavoro Lei ha sempre l’obbligo, una volta ricevuta
la notizia dell’infortunio, di presentare alla competente sede dell’ Inail
la relativa denuncia, che deve contenere una dettagliata descrizione delle
cause e delle circostanze che hanno determinato l’infortunio.
Quanto ai Suoi dubbi, Le ricordiamo che spetta poi all’Inail – al quale
quindi Lei non può sostituirsi – verificare la sussistenza o meno, nel caso
specifico, delle condizioni di ammissibilità alla tutela.

L’assicurazione Inail anche per il socio di una srl
D – Ho una srl nella quale il mio socio, non amministratore, svolge
eccezionalmente attività gratuita. E’ necessario assicurare a fini Inail il
mio socio o sono costretto ad inquadrarlo in modo diverso per poter
regolarizzare la sua posizione?
R – Il Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali prevede
l’obbligo di assicurare il socio non amministratore che svolge attività
presso la stessa anche se in forma gratuita.
Il premio è interamente a carico della società e, dato che il socio non
percepisce reddito, deve essere calcolato sulla retribuzione convenzionale
prevista a livello provinciale.

Ancora sull’indennità di camice
D – Lavoro come farmacista collaboratore presso una farmacia di Roma e
ricevo quotidianamente il servizio di mailing-list Sediva News.
Mi sono incuriosita nel leggere una vs. news sull’indennità di camice e
devo ammettere che ignoravo totalmente l’esistenza di questa normativa.
Vorrei sapere se c’è anche per il Lazio e se, in caso contrario, posso
ugualmente chiedere al titolare di applicarla.

R – L’indennità camice, come precisato nella Sediva news del 06/06/2014
(“L’indennità camice”), viene prevista da accordi integrativi regionali ma
fino ad oggi sono poche le regioni che prevedono la corresponsione del
“rimborso” e comunque tra queste non rientra il Lazio.
Sull’“opportunità” di una richiesta di “rimborso camici” da sottoporre al
Suo datore di lavoro è difficile dare indicazioni visto il momento di crisi
generalizzata in cui versa il settore, anche se, dinanzi a una richiesta
specifica, il titolare della farmacia finirebbe verosimilmente per
riconoscerLe a questi titoli, magari annualmente, almeno un importo
forfetario.

I corsi formativi dei dipendenti
D – Alcuni collaboratori seguono dei corsi Hiv; vorrei sapere se questa
tipologia formativa deve essere retribuita in busta paga.

R – Il Contratto collettivo di categoria prevede interventi di sostegno per
la formazione continua e i corsi validamente certificati devono essere
rimborsati dalla farmacia nel limite di 80 euro annui, e il rimborso non
è assoggettata a contribuzione Inps.
La farmacia riconosce inoltre a ogni farmacista dipendente, per
l’effettiva partecipazione ai corsi E.C.M., purché debitamente
documentata, un permesso di 8 ore annue.

(marco porry)

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