L’iva e la “telemedicina” in farmacia – QUESITO

Un’azienda di telemedicina, holter pressorio, ecg…, mi dice che: il
servizio viene fatturato in esenzione di iva a norma art.10, n. 18 dpr 633
del 1972. Come mi devo comportare con il cliente finale? Faccio uno
scontrino classico, ma dopo ci pagherei l’iva oppure…

Sull’argomento ci siamo intrattenuti più volte, e in particolare nella
Sediva News dell’08/05/2012 (“Esenti iva le prestazioni da holter
pressorio, ecg e telemedicina rese in farmacia”), in modo abbastanza
esauriente e quindi a quelle note rinviamo, anche perché da allora le cose
non sono affatto mutate.

Fino a che l’Agenzia delle Entrate non assumerà sulla vicenda una posizione
più chiara, estendendo esplicitamente le conclusioni raggiunte per le
prestazioni infermieristiche e fisioterapiche (esenzione iva in ognuno dei
passaggi nei quali si articola il rapporto operatore sanitario-farmacia-
paziente) anche alle prestazioni sanitarie in questione (le quali,
appartenendo allo stesso genus delle altre, non possono in realtà non
condividerne anche il regime iva), prudenza vuole – e non siamo sicuramente
i soli a raccomandarlo – che la farmacia continui a fatturare (o a
scontrinare, se si preferisce) con iva (al 22%), anche se inevitabilmente
il prezzo finale al pubblico lieviterà continuando a rendere questi
servizi meno convenienti per la farmacia.

(stefano civitareale)

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