La collaborazione in farmacia di un podologo – QUESITO

Da settembre vorrei avviare in farmacia una collaborazione, spero lunga,
con una podologa che verrà a svolgere la sua attività professionale nei
locali dell’esercizio: oltre a qualcosa sulla liceità della collaborazione,
vorrei anche sapere quali sono i requisiti tecnici del locale della
farmacia in cui opererà, il quale oggi è utilizzato come “magazzino” e dove
è anche presente una piccola zona “laboratorio”, considerando che noi non
allestiamo preparazioni galeniche.

Sulla “liceità” dell’inserimento all’interno della farmacia di un
professionista sanitario diverso dal fisioterapista e dall’infermiere – che
sono bensì le sole figure professionali previste espressamente dalla
normativa vigente sulla “farmacia dei servizi”, ma quest’ultima ha inteso
regolare soltanto le prestazioni rese dalla farmacia agli assistiti dal SSN
– ci siamo già espressi in altre occasioni, concludendo per la sua
ammissibilità.
Naturalmente, come anche il quesito certo presuppone, devono essere
rispettati i requisiti minimi per svolgere l’attività (in questo caso, del
podologo), che dovranno essere accertati dalla ASL territorialmente
competente.
In particolare, quanto ai requisiti strutturali, la superficie destinata
all’attività dovrebbe generalmente essere pari ad almeno 9 metri quadrati,
in modo da garantire la privacy dei singoli pazienti; inoltre occorrono la
presenza dei servizi igienici, uno spazio per il deposito di materiale
pulito e ciclo di sterilizzazione, uno spazio per il deposito di materiale
sporco e rifiuti speciali e uno spazio o armadi per deposito materiale
d’uso, attrezzature, strumentazioni.
Le pareti perimetrali e i pavimenti devono essere realizzati in superfici
detergibili e disinfettabili e i locali essere caratterizzati da
sufficienti condizioni di illuminazione e ventilazione.
Quanto all’attrezzatura, il podologo deve possedere un “riunito” con
poltrona reclinabile dotata di turbina, un micromotore e siringa con
aspirazione; un podoscopio; un diafanoscopio; un dispositivo per la
sterilizzazione dello strumentario; un mini-doppler; un programma
informatizzato per la gestione delle cartelle dei pazienti e dello studio
podologico; una mola con aspirazione per lavorazione “ortesi”.
(andrea piferi)

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