Se la farmacia destina una vetrina all’esposizione dei prodotti di uno
specifico fornitore – QUESITO

Il rappresentante di un’industria di prodotti per l’igiene della persona
ci chiede di destinare per sei mesi la parte fissa di una vetrina della
farmacia ad una nuova linea di prodotti.
Ne ricaveremmo un compenso ma vorremmo conoscerne il regime fiscale

Come abbiamo osservato in altre circostanze, trattando sostanzialmente
questa stessa vicenda, l’operazione di “esposizione preferenziale” consiste
proprio nel riservare all’esposizione di determinati articoli (o di una o
più linee di articoli) di uno specifico produttore alcuni spazi o aree
particolarmente in vista dei locali della farmacia, , come sono
indubbiamente anche le vetrine o le c.d. “isole”.
Lo scopo evidentemente è quello di orientare la domanda dei clienti della
farmacia verso i prodotti esposti.
Se però la farmacia non opta per questo genere di iniziative soltanto
nell’interesse della propria attività commerciale, ma si impegna (verso un
compenso, come parrebbe in questo caso) a rendere tale servizio
promozionale nei confronti di un suo fornitore (il che, per lo più, avviene
sulla base di intese diverse – pur se in qualche modo collaterali e/o
integrative – dall’accordo-quadro che può regolare i rapporti di fornitura
sottostanti), essa finisce per svolgere una vera e propria prestazione di
servizio.
Il relativo corrispettivo, se previsto, concorre pertanto fatalmente a
formare i ricavi imponibili dell’esercizio ai fini delle imposte dirette, e
per ciò stesso, per quanto riguarda l’Iva, da fatturare al momento del
pagamento (secondo la regola generale in tema di prestazioni di servizi)
con l’applicazione dell’aliquota ordinaria del 22%.
Ora, considerato che spesso questi accordi – che, come vedremo subito, è
opportuno formare per iscritto – prevedono che il corrispettivo non venga
liquidato in misura fissa, ma percentualmente sull’ammontare del venduto
alla clientela, e/o sull’importo degli acquisti da parte della farmacia dei
prodotti promossi (e generalmente con l’impegno della farmacia di
realizzare un numero minimo di eventi/attività), il compenso sarà
definitivamente liquidato, in linea di massima, soltanto a consuntivo, cioè
quando si tireranno le somme dei risultati della campagna promozionale.
Per evitare tuttavia possibili contestazioni da parte dell’Erario di “sotto-
fatturazioni” di tutto o parte l’evento (magari derivanti da controlli
incrociati effettuati sulla ditta fornitrice-pagatrice del compenso), è
bene che le fatture emesse dalla farmacia al fornitore rechino una
descrizione dettagliata dell’attività svolta, facendo riferimento espresso
a quell’accordo integrativo cui si è accennato, richiamandone anche
sinteticamente gli elementi essenziali (come le condizioni per la
determinazione del compenso, il calendario promozionale, il periodo della
promozione, ecc.) e soprattutto – ove siano previsti pagamenti periodici, o
comunque in più soluzioni – l’indicazione se l’importo fatturato sia a
saldo, ovvero in acconto salvo conguaglio da definirsi appunto sulla base
dei risultati definitivi.

(stefano
civitareale)

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