Varie sul lavoro

Il costo aziendale di due part-time e di un full-time
D – Sono titolare di una nuova farmacia ed essendo alle mie prime
assunzioni vorrei sapere se conviene assumere un lavoratore full-time
rispetto a due lavoratori part-time. Oltre al costo ci possono essere altre
valutazioni da fare?
R – Il costo aziendale di un lavoratore è composto dalle seguenti voci:
minimo contrattuale, contingenza, eventuali scatti di anzianità,
superminimi e indennità speciali, inps, inail e Tfr.
A parità di livello e di anzianità di servizio, però, due lavoratori part-
time di 20 ore settimanali ciascuno costano all’azienda esattamente quanto
un lavoratore a tempo pieno di 40 ore.
Quanto all’opportunità sul piano organizzativo e/o aziendale
dell’assunzione di due lavoratori part-time in luogo di un full-time, è
bene tener conto anche delle eventuali rotazioni per ferie, permessi,
malattia e/o infortuni dato che, come appena detto, a livello economico non
c’è alcuna differenze di costo tra i due part-time al 50% e un full-time.
Infatti, nei casi di assenza ora evidenziati, la farmacia potrà pur sempre
fare affidamento sull’altro lavoratore part-time e non subire pertanto una
drastica riduzione dell’organico aziendale.

La consegna della lettera di licenziamento
D – Nell’ultimo anno ho subito una riduzione del fatturato della farmacia e
sarò costretto nei prossimi mesi a ridurre di un componente l’organico
aziendale e per praticità vorrei consegnare la lettera di licenziamento
direttamente sul posto di lavoro, senza però correre il rischio, in caso di
rifiuto, di invalidare il licenziamento.
R – Come abbiamo osservato altre volte, la legge stabilisce che il datore
di lavoro deve comunicare in forma scritta il licenziamento pena la sua
inefficacia.
Il licenziamento è un atto unilaterale ricettizio e soggiace alla
disciplina del codice civile secondo la quale gli atti unilaterali
producono effetto quando pervengono a conoscenza della persona cui sono
destinati e si reputano conosciuti nel momento in cui giungono al suo
indirizzo a meno che il destinatario non provi di essere stato, senza sua
colpa, nell’impossibilità di averne notizia.
La Cassazione ha precisato che in caso di impiego del servizio postale la
prova della conoscenza del licenziamento deve essere particolarmente
rigorosa e va fornita esibendo l’avviso di ricevimento della raccomandata o
l’attestazione della compiuta giacenza del plico stesso presso l’ufficio
postale.
Circa un ipotetico rifiuto del lavoratore a ricevere la comunicazione di
licenziamento, la giurisprudenza maggioritaria ritiene che esso non possa
risolversi a danno del datore di lavoro inficiandone l’adempimento e
perciò le modalità di comunicazione prospettate sono ritenute idonee al
raggiungimento dello scopo.

(rocco de carlo)

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