Il credito d’imposta per gli acquisti strumentali

E’ stato pubblicato nella G.U. del 24/6/2014 il decreto legge n. 91 di
pari data, relativo alle disposizioni urgenti per il rilancio e lo sviluppo
delle imprese.

Come accennato nella Sediva news del 20/06/2014, è concesso alle imprese –
che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi nel periodo compreso
tra il 25/6/2014 (il giorno cioè successivo alla pubblicazione in GU. del
dl.) e il 30/6/2015 – un credito d’imposta pari al 15% dell’ammontare
complessivo degli investimenti effettuati nel periodo ora indicato rispetto
alla media degli investimenti operati nei cinque periodi d’imposta
precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in
cui l’investimento è stato maggiore.

Il bonus spetta anche alle imprese con un’attività di durata inferiore ai
cinque anni, per le quali la media da assumere diventa quella realizzata
per il minor periodo di “vita” dell’impresa.

Gli investimenti non possono essere inferiori a euro 10.000 e il credito
d’imposta va ripartito e perciò utilizzato in tre quote annuali di pari
ammontare a decorrere dal 1 gennaio del secondo periodo d’imposta
successivo a quello di effettuazione dell’investimento, e dunque, se gli
acquisti vengono operati nel corso del 2014, il primo periodo d’imposta
utile è naturalmente quello che inizia il 1 gennaio 2016.

L’incentivo è però in ogni caso revocato nell’ipotesi in cui l’imprenditore
cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità
estranee all’esercizio d’impresa prima del secondo periodo d’imposta
successivo all’acquisto, ovvero quando i beni siano trasferiti in strutture
produttive dello stesso contribuente ma situate all’estero.

Non tutti i beni strumentali sono tuttavia oggetto dell’agevolazione
essendo limitati a quelli descritti nella Divisione 28 della tabella ATECO.

Si tratta, per la farmacia, di: caldaie per riscaldamento, altri sistemi
per riscaldamento, ascensore, montacarichi, altre macchine e apparecchi di
sollevamento e movimentazione, macchine e attrezzature per ufficio (esclusi
i computers), attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la
ventilazione, i condizionatori domestici fissi, le bilance e le macchine
automatiche per la vendita e la distribuzione.

Pertanto, ad esempio, il montacarichi, il frigorifero, il robot ecc,
dovrebbero rientrarvi senz’altro, ma sono esclusi, oltre ai computers, gli
arredi e gli immobili.

Chi ha in progetto il rifacimento della farmacia, oppure intende comunque
acquistare uno di tali beni, dovrà quindi tener conto di questa importante
agevolazione, che “ricalca” bensì sostanzialmente i precedenti bonus
“Tremonti bis”, “Tremonti ter”, ecc., ma qui evidentemente la detrazione –
proprio perché si tratta di un credito d’imposta – viene a incidere
direttamente sull’ammontare delle imposte da pagare.

(franco lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!