La Cassazione ribadisce che la comunicazione dell’assenza per malattia deve
essere tempestiva – QUESITO

Per tre giorni un mio collaboratore è stato assente senza dare alcuna
comunicazione, che mi è pervenuta solo il quarto giorno.
È un comportamento sanzionabile?

Anche in una recente sentenza (n. 10352/2014) la Suprema Corte ha
confermato che il lavoratore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente
all’azienda, in ossequio al principio di correttezza e diligenza, il
sopraggiunto impedimento che lo costringe ad assentarsi dal lavoro.
L’inadempimento, specie quando si protragga per un tempo ragionevole, può
rendere plausibile anche il licenziamento (per giustificato motivo), perché
l’omessa comunicazione di assenza dal lavoro, anche se dovuta a motivi
legittimi, può arrecare al datore di lavoro problemi o difficoltà a livello
organizzativo “derivanti dal legittimo affidamento in ordine alla supposta
effettiva ripresa della prestazione lavorativa”.
Nel caso esposto, quindi, il ritardo di oltre tre giorni sembra possa
giustificare l’adozione, previa contestazione dell’addebito e
l’acquisizione di eventuali controdeduzioni, anche di un provvedimento
grave come quello del licenziamento.

(giorgio bacigalupo)

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