Focus sulle spese mediche “diverse”

Anche se la scadenza dei termini per il pagamento delle imposte è
ovviamente ormai molto vicina, i numerosi quesiti pervenuti sull’argomento
suggeriscono un excursus pur rapido – senza quindi alcuna pretesa di
esaustività – sulle spese mediche meno ricorrenti, per avere le idee un po’
più chiare su quali sono ammesse allo sconto fiscale e quali no (al di là
di ogni… falso mito o luogo comune) e magari, se del caso, tenerne conto al
momento di definire l’ammontare dei tributi dovuti.
Così, ad esempio, soprattutto per i seguaci della medicina alternativa
(c.d. “olistica”) sarà utile ricordare che le spese sostenute per
l’agopuntura sono detraibili purché le prestazioni siano rese da medici;
non lo sono invece – neppure se effettuate a seguito di prescrizione medica
– quelle nel campo della riflessologia, della iridiologia e della
naturopatia, non trovando ancora questi metodi di diagnosi e cura un
riconoscimento ufficiale.
Sono però anche detraibili – e ormai lo sappiamo bene – le spese affrontate
per le cure omeopatiche (sia per le visite che per l’acquisto di farmaci) e
le prestazioni chiroterapiche laddove però siano prescritte da un medico ed
eseguite in centri autorizzati oltre che sotto la responsabilità di uno
specialista, dato che in Italia neppure la figura del chiropratico è al
momento riconosciuta.
E veniamo alle diete. Se non sono prescritte da un medico (generico o
specialista) o da un dietologo ma da un biologo nutrizionista, è necessaria
anche la prescrizione medica, che non è al contrario richiesta se la dieta
viene “prescritta” da un dietista – figura questa, al pari del podologo,
del fisioterapista, del logopedista, dell’infermiere, ecc. compresa tra le
professioni riabilitative di cui al D.M. 29/03/2001 – a condizione che
sulla ricevuta sia richiamata la figura professionale e vi sia indicata la
prestazione resa.
Le neo-mamme (o aspiranti tali) saranno liete da parte loro di sapere che
sono detraibili anche le spese di diagnosi prenatale, ivi compresi gli
interventi di inseminazione artificiale.
Sui dispositivi medici ci siamo già ampiamente dilungati (v. in particolare
Sediva News del 12/06/2013), e qui può essere dunque sufficiente rammentare
che – purché, al pari del resto dei medicinali, siano rispettati i
requisiti previsti dalla normativa – sono anch’essi detraibili pur quando
acquistati in erboristeria o in parafarmacia.
Nessuno sconto, invece, anche se acquistati in farmacia, per prodotti
alimentari specifici o integratori alimentari, neppure se accompagnati da
prescrizione medica (proprio così…).
E ancora, sono detraibili le spese relative a corsi di ginnastica posturale
o correttiva, se prescritte da un medico; oltre alla prescrizione, è però
evidentemente sempre necessaria la fattura e/o ricevuta del centro medico
autorizzato che opera a sua volta sotto la responsabilità di un medico
specializzato.
Altolà, però, agli interventi estetici: la chirurgia plastica dà diritto ai
benefici fiscali solo se diretta a eliminare deformità funzionali o
estetiche particolarmente deturpanti e non soltanto per avere un viso più
giovane o un seno più sodo.
I massaggi, se praticati da un medico, sono sempre detraibili; se eseguiti
da persone diverse, invece, danno diritto allo sconto soltanto quando,
anche qui, siano prescritti da un medico ed eseguiti in centri
specializzati sotto la responsabilità dello specialista.
Non sono però mai detraibili i massaggi Shiatsu, sempre abbastanza
gettonati.
La musicoterapia e l’ippoterapia sono detraibili ove le spese relative
siano sostenute per un portatore di handicap, sempreché nella prescrizione
sia indicata la loro necessità per la cura della patologia di cui è affetto
il soggetto e siano eseguite in centri specializzati e sotto la direzione e
responsabilità tecnica di personale medico/sanitario specializzato
(psicoterapeuta, fisioterapista, psicologo).
Via libera poi, naturalmente, a occhiali da vista e lenti a contatto ma
nessuno sconto per gli occhiali da sole, a meno che non siano dotati di
lenti correttive.
Infine, non possono essere portate in detrazione le spese per il rilascio
di una cartella clinica (non trattandosi di una spesa medica ma del
disbrigo di una pratica meramente amministrativa), a differenza di quelle
per i certificati medici, che sono infatti sempre detraibili per qualsiasi
fine siano richiesti (sana e robusta costituzione, pratica sportiva,
rinnovo patente, porto d’armi, ecc.).

(stefano
civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!