La Cassazione sull’accertamento da studi di settore a carico di una
farmacia

La Sezione tributaria della Suprema Corte ha in questi giorni ribadito,
confermando peraltro alcuni suoi stessi precedenti, la necessità che – a
pena di nullità dell’accertamento – l’Agenzia delle Entrate attivi il
contraddittorio con il contribuente per la ricostruzione dei ricavi sulla
base degli studi di settore.
Il contraddittorio certo non condiziona il giudice tributario che può
infatti valutare liberamente le argomentazioni addotte dalle parti e andare
quindi anche oltre quelle rassegnate in sede di contraddittorio pre-
accertamento.
Ma a sua volta il contribuente è naturalmente libero anche di non
partecipare all’invito dell’Agenzia delle Entrate, e però quest’ultima può
in tale evenienza anche limitarsi ad emettere l’avviso di accertamento con
esclusivo riferimento proprio alle risultanze degli studi di settore.
La decisione della Cassazione, inoltre, riferendosi alla rideterminazione
del reddito dichiarato da una farmacia, ha confermato il maggior ricarico
accertato dall’Amministrazione finanziaria che – tenuto conto che il
fatturato dell’esercizio era in quel caso costituito per la maggior parte
dalla vendita di prodotti diversi dai farmaci dispensati agli assistiti
SSN – aveva ritenuto congruo quello del 35%, in luogo del 27% dichiarato
dalla farmacia.
(stefano lucidi)

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