Un socio direttore vicino all’età pensionabile – QUESITO

Sono socio e direttore della farmacia sociale: quando avrò raggiunto (tra
poco) l’età pensionabile, potrò restare socio abbandonando l’incarico di
direttore o c’è un’età limite comunque da rispettare?

Per il socio in quanto tale di una società di persone titolare di farmacia
non è contemplata alcuna età limite, quindi neppure quella pensionabile; in
pratica, perciò, egli può astrattamente (sorvolando perciò su vicende
specifiche) partecipare alla società vita natural durante, al pari del
resto del titolare in forma individuale che potrà anch’egli – sempre fatte
salve situazioni particolari – conservare la titolarità anche fino a… 108
anni di età (come è stato il caso di un farmacista laziale).

L’ultimo comma dell’art. 11 del decreto Crescitalia (come modificato dal
decreto c.d. “spending review” del 2012) ha però previsto – come tutti
ricorderanno, perché si è trattato di una disposizione molto contrastata
dalla categoria – che, a decorrere dal 1° gennaio 2015, la direzione (che
ovviamente è cosa ben diversa dalla titolarità o dallo status di socio)
della farmacia privata può essere mantenuta soltanto fino al raggiungimento
del requisito dell’età pensionabile, con esclusione tuttavia in ogni caso
delle farmacie rurali sussidiate per le quali pertanto , senza eccezione
alcuna, non c’è un’età limite neppure per la direzione.

Questa è una disposizione che riguarda dunque tanto il socio direttore
responsabile di una farmacia intestata ad una società di persone, come il
titolare in forma individuale che infatti notoriamente è, in principio,
anche il direttore dell’esercizio.

Ora, tenuto conto che l’età pensionabile è stata ora elevata a 68 anni,
nel caso in cui dal 1° gennaio 2015 in poi si compia per Lei tale
condizione anagrafica sarà necessario lasciare la direzione della farmacia
sociale ad un altro socio, mentre, ove tutti i soci siano
utrasessantottenni, la società potrà affidarla ad un qualunque altro
farmacista (dipendente, o co.co.co., o associato di lavoro della società
stessa) semplicemente iscritto all’albo (sia o meno idoneo), tenuto conto
che – come ha riconosciuto una nota ministeriale del 2012
sorprendentemente…. illuminata – egli in tale evenienza non dovrà
necessariamente essere chiamato a partecipare anche alla compagine sociale
(quel che ci pare debba valere in qualsiasi fattispecie in cui tutti i
soci, non importa se utrasessantottenni, siano comunque impossibilitati
all’assunzione dell’incarico).

Questo stesso regime si applica comunque anche al titolare in forma
individuale ultrasessantottenne di una farmacia non rurale sussidiata, con
la facoltà in tal caso per il titolare – quanto alla tipologia del
rapporto di lavoro con il sostituto – di avvalersi anche di un farmacista
partecipe all’eventuale impresa familiare

(gustavo bacigalupo)

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