Partecipanti in forma associata collocati nelle retrovie della graduatoria
pugliese – QUESITO

Insieme a mia sorella e ad una amica siamo collocate al …esimo posto nella
graduatoria provvisoria del concorso pugliese.
Mia sorella è dipendente di una società privata e vorrei sapere se per
accettare la sede è necessario che lei si licenzi.
Ho visto che in graduatoria figurano molti professori universitari e
ricercatori e non penso che loro abbandoneranno il posto di lavoro per
accettare una farmacia se non in casi di particolare convenienza.

La Regione Puglia sta per pubblicare la graduatoria definitiva del
concorso straordinario (anche all’esito di rilievi e/o contestazioni
riguardanti il punteggio attribuito ai partecipanti) e quindi si appresta
a interpellare i concorrenti utilmente graduati per l’indicazione delle
sedi prescelte.
Nel vostro caso dovrete elencare naturalmente n. … sedi (iniziando,
sperando in un… miracolo, da quelle da voi ritenute più interessanti),
avendo conseguito il …esimo posto in graduatoria; successivamente, la
Regione vi indicherà la sede (eventualmente) assegnatavi, che potrete
quindi accettare o non accettare.
In questa seconda eventualità, come noto, sarete escluse definitivamente
dalla graduatoria; in caso invece di accettazione della sede offerta, una
volta conseguita – al compimento delle varie formalità – la titolarità
sociale della farmacia, dovrete provvedere all’apertura dell’esercizio
entro 180 giorni dal rilascio del provvedimento, pena l’esclusione dalla
graduatoria ai sensi dell’art. 12 lett. g) del bando di concorso (questa è
una clausola legittima perché la Puglia, al pari della Toscana, ha
espressamente previsto, con una recente disposizione di legge “ad hoc”,
anche tale causa di esclusione).
Sempre dopo l’accettazione, inoltre, ed è questo un altro aspetto per voi
importante, dovrete anche formare, cioè costituire con rogito notarile, la
società di persone (snc o sas) cui dovrà essere rilasciata la titolarità
della farmacia, che dunque spetta alla società come tale (e non ai soci in
regime di contitolarità tra loro, come ha immaginato il diverso avviso
ministeriale più volte da noi criticato).
Senonché, “la partecipazione alle società ecc.”, recita il primo comma
dell’art. 8 della l. 362/91, “è incompatibile”, tra l’altro, “con qualsiasi
rapporto di lavoro pubblico e privato”; quindi – nonostante la ratio della
disposizione possa indurre a credere che in realtà il socio non debba
versare in nessuno di quei casi di incompatibilità soltanto quando la
società cui egli partecipa venga ad assumere la titolarità di una farmacia
– c’è il rischio concreto che la regione pugliese (guardando al mero dato
testuale della norma) possa invece richiedere ai concorrenti in forma
associata assegnatari di una sede di rimuovere l’eventuale incompatibilità
ancor prima o comunque non oltre il momento stesso della formazione della
società tra loro.
Sua sorella, pertanto, dovrebbe interrompere definitivamente il rapporto di
lavoro prima di allora, con l’eventualità ulteriore – in caso di mancato
rispetto del periodo di preavviso – che il datore di lavoro possa
trattenere sull’importo a lei spettante alla cessazione del rapporto
l’indennità corrispondente appunto al mancato preavviso.
Quanto ai professori universitari e ai ricercatori utilmente graduati,
forse in qualche caso potranno anche rinunciare all’assegnazione di
qualsiasi sede già in fase di interpello (con la conseguente loro immediata
esclusione dalla graduatoria) e dare così modo ai concorrenti che li
seguono di “scalare” qualche posizione.
Ma perlopiù questa sarà una scelta degli interessati che potrete conoscere
e “apprezzare” soltanto quando vi sarà stata ormai assegnata la sede a voi
spettante secondo il gioco degli interpelli e delle graduatorie delle
preferenze espresse dai concorrenti che vi precedono, e dunque in pratica
di quell’ipotetica scelta di professori universitari e ricercatori non
potrete generalmente beneficiare.
A goderne, semmai, saranno i concorrenti non inclusi nel primo interpello e
perciò collocati in graduatoria in una posizione in ogni caso inferiore
alla vostra.
Sono meccanismi forse ingiusti ma ormai non equivoci sui quali del resto ci
siamo già intrattenuti ampiamente (v. in particolare Sediva news 24/2/14:
“Se il concorrente meglio graduato non accetta la sede assegnatagli”): in
sostanza, la vs. collocazione nella graduatoria non vi può ragionevolmente
far credere nell’assegnazione di una sede di grande appetibilità, e
comunque sta di fatto che, se non accetterete quella offerta, non potrete
confidare in un secondo interpello.

(gustavo bacigalupo)

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