La DCR e l’importo da battere “a scontrino” – QUESITO

Sono un giovane farmacista e lavoro sia al banco che alla contabilità della
farmacia in cui sono dipendente, e vorrei chiarimenti sulla registrazione
della distinta contabile asl in cui vi sono acconti per l’anno successivo.
La distinta è così formata: Importo lordo = 52952,05; importo sconti =
3777,67; differenza =49174,38; trattenute varie (enpaf, sindacali, ecc)=
526,16; differenza = 48648,22; importo ticket riscossi = 8344,59; recupero
acconto 2013= 27170,10; accredito acconto anno nuovo = 22947,19; netto da
liquidare =36080,72.
Il titolare mi ha detto di battere lo scontrino a credito pari a
36080,72+526,16 (trattenute).
Vi chiedo se l’importo che andrà a ricavo (su cui scorporare l’iva) 
nell’anno 2013 è pari a 40829,79 (48648,22-8344,59+526,16).
Successivamente, quando sarà incassata la distinta, verrà battuto l’importo
di 36606,88.
Invece il suo commercialista calcola il ricavo su 36606,88  su cui
scorporerà l’iva. Qual è la procedura corretta?

L’importo da battere “a credito” all’atto dell’emissione della DCR è pari
all’importo lordo al netto degli sconti e del ticket anticipato dal
cittadino all’atto della consegna del farmaco, e però, a rigore, al lordo
delle trattenute.
Queste ultime, infatti, costituiscono un costo da contabilizzare nel conto
economico anche se per esigenze di semplificazione vengono riscosse in
occasione della liquidazione della “distinta”, non riducendone tuttavia né
l’imponibile né l’iva.
L’importo “da battere”, inoltre, deve comprendere l’acconto corrisposto per
l’anno in chiusura (da considerarsi con il segno “-” ) e quello richiesto
per l’anno in corso (con il segno “+”).
In definitiva, l’ammontare indicato come “da battere” nell’esempio proposto
nel quesito, quindi, ci sembra corretto.
Tuttavia, esigenze di praticità possono consigliare di “rinunciare” per il
solo importo delle trattenute al meccanismo dell’esigibilità differita
dell’iva (ben noto alle farmacie), versando immediatamente l’iva relativa a
tale modesto ammontare, senza attendere l’effettivo incasso e quindi
battere lo scontrino a credito “da liquidare” all’atto dell’emissione della
DCR per la somma già indicata al netto delle ritenute e perciò, sempre
facendo riferimento all’esempio proposto nel quesito, pari ad € 36.080,72.
Con riferimento ai ricavi maturati, invece, questi devono essere
conteggiati senza considerare il “gioco” degli acconti – che attiene, come
ben sappiamo alla regolazione finanziaria delle partite e non alla loro
liquidazione – e dunque sono pari all’importo lordo al netto di sconti e
ticket, e pertanto (ancora riferendoci all’esempio del quesito) a 52.952,05-
3.777,67 – 8.344,59= € 40.829,79, comprensivo anche delle trattenute che,
come accennato, pur se scomputate nella DCR, in realtà rappresentano un
costo da contabilizzare come tale nel conto economico della farmacia.
(roberto santori)

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