Catasto: il rifiuto del classamento proposto dal contribuente deve essere
motivato

L’attribuzione o la revisione della rendita catastale di una unità
immobiliare avviene normalmente a cura di un tecnico abilitato per mezzo
della c.d. DO.C.FA (DOcumentazione Catasto FAbbricati) e l’amministrazione
finanziaria ha un anno di tempo – termine, peraltro, riconosciuto come non
perentorio – per contestare il classamento proposto dal contribuente.

Ma una recente decisione della Suprema Corte (Cass. Civ. Sez. VI n. 3394
del 13/02/2014) ha precisato che il provvedimento di revisione dell’A.F.
deve fornire elementi sufficienti a motivare l’eventuale rifiuto della
rendita proposta dall’interessato, e questo per permettere a quest’ultimo
di far valere anche in giudizio le sue ragioni.

Tale esigenza si appalesa maggiormente – continua la Cassazione –
considerando che il nostro sistema catastale (in fase di revisione, come
sappiamo, per effetto della riforma fiscale in corso) non brilla certo per
sintesi e chiarezza, risultante com’è dalla stratificazione di norme emesse
nell’arco di più di sessanta anni, con tutti i connessi intuibili problemi
di lettura e di coordinamento.

(stefano
civitareale)

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