Commissioni bancomat e carte di credito – QUESITO

A proposito di pos, di cui avete parlato recentemente anche Voi, potreste
chiarirmi economicamente le implicazioni di pagamento via pos di scontrini
di importo anche inferiore ad un euro o dei ticket sanitari? Mi risulta che
si paga una percentuale ai titolari delle carte di credito che nel caso di
American express, per esempio, supera il 2 %, e questo vuol dire che ogni
100 euro di ticket incassati per conto dello Stato (il ticket e’ una tassa
vera e propria) al farmacista ne arrivano 98; per me si tratta di un vero e
proprio pizzo che va a gravare sulle attività commerciali di qualunque
genere a vantaggio delle banche che lucrano sul lavoro di altri.

Dobbiamo in realtà confermarLe che le commissioni applicate nel ns. Paese
dagli istituti di credito e dai circuiti interbancari che offrono il
servizio POS (Point of sale), per consentire il pagamento dei clienti con
carte bancomat ovvero con carte di credito, sono davvero tra le più alte in
Europa.
Infatti, come del resto rileva anche Lei, queste commissioni si aggirano
sul 2% degli incassi derivanti dalla c.d. moneta elettronica, con punte
massime che arrivano quasi al 4% (!).
Per di più, vanno aggiunte anche altre voci “fisse”, come il costo
d’installazione del POS (che può essere anche di alcune centinaia di euro),
gli invii periodici degli estratti conto e delle varie comunicazioni anche
previste dalla legge e pertanto obbligatorie, e tutto questo in definitiva
va ovviamente ad aggravare quel che Lei denuncia.
È chiaro quindi che una situazione del genere diventa insostenibile (specie
per chi, come una farmacia, si vede comprimere ancor più la marginalità
delle vendite, senza distinzione di sorta tra i ricavi derivanti dalla
dispensazione di farmaci in regime SSN e le altre entrate) se
sopraggiungono frequenti e spesso disallineati interventi del legislatore
diretti a incentivare l’utilizzo della moneta elettronica.

Si pensi, a titolo esemplificativo, alle restrizioni poste alla
circolazione del denaro contante, sia pure per finalità in qualche misura
condivisibili, come il contrasto del riciclaggio dei capitali di
provenienza illecita (v. su tutte la Sediva News del 21/12/2011, la Sediva
News dell’08/03/2012 e la Sediva News del 26/02/2013), o la prevenzione di
fenomeni evasivi o elusivi sul piano fiscale (era stato addirittura posto
il divieto, poi fortunatamente revocato, del pagamento in contanti dei
canoni di locazione ad uso abitativo: v. la Sediva News del 04/03/2014) o
infine l’obbligo, introdotto di recente, di dotazione di POS per imprese e
professionisti (v. Sediva News del 06/03/2014).

Può darsi tuttavia che qualcosa possa cambiare se la UE, come sembra,
limiterà le commissioni sui pagamenti elettronici (ma le banche faranno
opposizione ad oltranza…), uniformandole in tutti i Paesi membri; ma su
questo se ne saprà di più tra qualche giorno.

(mauro giovannini)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!