L’intrasferibilità alla società di persone delle obbligazioni personali del
socio – QUESITO

Il manager di una società grossista, anch’egli farmacista, ha personalmente
finanziato la mia partecipazione ad una snc con un collega, bonificandomi
oltre la metà del capitale necessario.
Soprattutto per i risultati di gestione della farmacia, inferiori alle
attese anche per il periodo difficile, non sono riuscita in questi 5 o 6
anni a pagare tutte le rate di rimborso e ora il finanziatore vorrebbe
utilizzare la scrittura intervenuta tra noi per rivalersi sulla mia quota
sociale e se possibile intestarsela almeno in parte.

È una questione già affrontata ma è utile riparlarne.
L’art. 2305 c.c. dispone che “Il creditore particolare del socio, finché
dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del socio
debitore”.
Quel Suo finanziatore non potrà quindi invocare, azionando il credito, la
messa in liquidazione della quota da Lei posseduta, ma potrà opporsi alla
prosecuzione del rapporto sociale dopo la scadenza fissata nell’atto
costitutivo/statuto della società perché, come abbiamo appena letto,
l’impedimento persiste soltanto finché dura la società.
C’è però anche l’art. 2270, primo comma, del cod.civ., secondo cui: “Il
creditore particolare del socio, finché dura la società, può far valere i
suoi diritti sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi
sulla quota spettante a quest’ultimo nella liquidazione”.
Anche questa è una norma che non sembra aver bisogno di grandi chiarimenti,
ed in ogni caso è una delle tre disposizioni del codice (la prima è
proprio l’art. 2305 e la terza è l’art. 2271, per il quale: “non è ammessa
compensazione fra il debito che un terzo ha verso la società e il credito
che egli ha verso un socio”) che, unitariamente considerate, rendono il
patrimonio di una società di persone – costituito dai conferimenti
originari dei soci e dai successivi eventuali incrementi – un patrimonio
autonomo perché destinato all’esercizio dell’impresa (sociale), e quindi
bensì sensibile alle ragioni dei creditori della società, ma insensibile a
quelle dei creditori particolari del socio (le ragioni di questa scelta
legislativa risalgono addirittura alla nascita del diritto commerciale
moderno).
Ad una società di persone c.d. regolare (come la Sua snc) non possono
insomma derivare – appunto “finché dura” – effetti seriamente
pregiudizievoli dalle vicende personali del socio, mentre tutt’altro è il
percorso inverso, essendo invece i soci (tutti i soci in una snc, e i
soli soci accomandatari in una sas) solidalmente, illimitatamente e
sussidiariamente responsabili delle obbligazioni sociali; anche di questo
più ampio e delicato tema (spesso proposto dalle farmacie) abbiamo tuttavia
trattato altre volte ma se del caso potremo riaffrontarlo.
Un’ultima notazione sulla scadenza della snc cui Lei partecipa, che abbiamo
visto costituire un profilo importante: se nello statuto della società è
stato apposto – come tuttora accade purtroppo non di rado – un termine di
scadenza indeterminato, ovvero irragionevole (31/12/2100, per esempio), il
creditore personale può avere gioco facile nella richiesta di liquidazione
della Sua quota; diversamente, le cose stanno come abbiamo visto.
(gustavo bacigalupo)

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