L’apertura di una farmacia vinta a concorso – QUESITO

Abbiamo raggiunto un buon risultato nella graduatoria pugliese, però siamo
4 futuri soci a dover gestire la farmacia e che per di più si devono
trasferire da altre regioni e sostenere ovviamente i costi della nuova
farmacia.
Si può in qualche modo controllare la convenienza economica, parlando anche
in generale, dell’eventuale accettazione da parte nostra della farmacia che
ci verrà assegnata?

Per iniziare una nuova attività bisogna naturalmente predisporre sempre un
“progetto di fattibilità” verificando, in particolare, se sussistono o meno
condizioni economiche e/o finanziarie tali da giustificare l’accettazione
di una farmacia conseguita per concorso.

➢ Ammontare delle vendite
Per individuare, con tutte le approssimazioni che vogliamo, le vendite
realizzabili in un anno occorre tenere presente in primo luogo che ogni
cittadino italiano spende in farmacia per ricette e contanti circa 300 euro
l’anno.
Facciamo quindi tre ipotesi secondo che la farmacia (che può esserci
assegnata) sia ubicata in un comune o frazione (e/o per un virtuale “bacino
d’utenza”) di 1000, o di 2000 ovvero di 3000 abitanti, rispettivamente
ipotesi A), B) e C).

➢ Margine operativo lordo
Il margine operativo lordo è, come noto, la differenza tra il ricavo dalla
vendita di merce e il costo di quest’ultima senza considerare gli oneri di
gestione dell’esercizio.
Per trovare il margine operativo lordo può bastare per semplicità
moltiplicare per 0,70 le vendite.

Ipotesi A):
– vendite € 300.000 (1.000 abitanti x 300 euro)
– costo della merce: (210.000 euro)
– margine operativo lordo: 90.000 euro
Ipotesi B):
– vendite € 600.000 (2.000 abitanti x 300 euro)
– costo della merce: 420.000 euro
– margine operativo lordo: 180.000 euro
Ipotesi C):
– vendite € 900.000 (3.000 abitanti x 300 euro)
– costo della merce: (630.000 euro)
– margine operativo lordo: 270.000 euro

➢ Ristrutturazione e arredamento farmacia
Una farmacia italiana dispone mediamente, quanto al locale d’esercizio, di
una superficie di 50/60 mq e per arredarla, tenuto conto anche dei costi
per la climatizzazione, le cassettiere, le attrezzature varie, ecc., sono
necessari circa 850 euro per metro quadro, e dunque per questa voce la
spesa complessiva varia da € 42.500 a € 50.000.
Naturalmente, alcuni di questi oneri possono essere sostenuti ricorrendo
anche al leasing, ma occorre comunque anticipare più o meno il 10% e
pertanto 4/5.000 euro oltre a dover sostenere il pagamento di una rata
mensile compresa tra € 936 e € 1.050.
La nuova farmacia, perciò, dovrà far fronte, a parte l’onere anticipato di
€ 5.000, a una spesa annua – per cinque anni – tra € 11.200 e € 12.600.

➢ Spese di gestione
Parliamo qui di un importo vicino al 3,5% delle vendite e quindi per questa
voce bisognerà sostenere una spesa complessiva compresa tra € 10.500 e €
31.500.
Ma occorre aggiungere anche l’affitto del locale che può comportare
ragionevolmente un costo annuale tra € 9.600 e € 16.000.

➢ Altre spese
Bisogna infine considerare anche gli eventuali interessi passivi, il
contributo dovuto all’Enpaf e anche un po’ di tasse.

➢ Pertanto
Farmacia Ipotesi A)
Volume vendite € 300.000
Costo della merce € 210.000
Ristrutturazione € 42.000
Spese di gestione € 9.600
Enpaf € 5.000
Interessi € 3.000
Imposte € 20.000 (€ 5.000 x 4 soci)
Totale costi € 294.600
Utile € 5.400
Questo reddito deve soddisfare la vita di quattro soci. Praticamente
impossibile.

Farmacia Ipotesi B)
Volume delle vendite € 600.000
Costo della merce € 420.000
Ristrutturazione € 40.000
Spese di gestione € 12.500
Enpaf € 20.000 (5.000 x 4 soci)
Interessi € 4.000
Imposte € 20.000
Totale costi € 476.000
Utile € 124.000
È una farmacia che può essere presa in considerazione perché il reddito
finale può (ripetiamo: può) anche soddisfare i quattro soci.

Farmacia Ipotesi C)
Volume delle vendite € 900.000
Costo della merce € 630.000
Ristrutturazione € 42.500
Spese di gestione € 16.000
Enpaf € 20.000 (€ 5.000 x 4 soci)
Interessi € 4.000
Imposte € 30.000
Totale costi € 742.500
Utile € 157.500
In questo caso probabilmente la farmacia può (ripetiamo: può) consentire a
tutti e quattro un utile complessivamente soddisfacente.

Nota bene:
Come si sarà rilevato, non si è fatto cenno alla voce “personale
dipendente”, in ordine alla quale è necessario considerare che, da un lato,
c’è una regola (non scritta, ma… quasi) che disciplina il rapporto tra le
unità lavorative impiegate, compreso il titolare e/o i soci, e l’ammontare
delle vendite, secondo cui ogni addetto deve “rendere” almeno € 288.000 di
fatturato annuo, e che, dall’altro, un lavoratore dipendente a tempo pieno
costa all’azienda circa € 36.000 all’anno, anche se questo è un importo che
può rivelarsi nel concreto più basso o molto più basso laddove siano
utilizzabili tipologie lavorative diverse, come quella dell’apprendista o
di altre figure agevolate, anche localmente, per l’impresa datrice di
lavoro.
Ora, tenuto conto di tutto questo, se il quesito fosse stato posto da un
assegnatario della farmacia in forma individuale, nell’ipotesi A) non
occorrerebbero unità lavorative, in quella B) sarebbe sufficiente una
“mezza” unità, con un costo dunque di € 18.000 annui, mentre nell’ipotesi
C) sarebbero necessarie due unità lavorative con il costo complessivo di
€ 70.000 annui.
Il reddito, sempre nel caso di assegnazione della farmacia in forma
individuale, resterebbe quindi in A) di € 5.400 (con quel che si è detto al
riguardo), scenderebbe in B) da 124 mila a 120 mila euro (perché
occorrerebbe correggere nell’esempio di cui sopra il costo dell’Enpaf
infatti circoscritto a un solo farmacista) e ammonterebbe infine,
nell’ipotesi C), a € 110.000, considerando che due unità lavorative
costeranno € 70.000 ma la voce dell’Enpaf scenderà a € 15.000.
Ma nel nostro caso, essendo quattro i soci, non è seriamente configurabile
un vero “costo” del personale dipendente (con i contributi Inps da pagare,
le tredicesime, le quattordicesime e le liquidazioni), dato che, se
lavorano in o per la farmacia tutti e quattro, non c’è spazio evidentemente
per il ricorso ad un qualsiasi ulteriore “addetto”.

In conclusione:
– fino a 1000 abitanti, meglio fuggire, lo ribadiamo, ma le “scelte di
vita” possono certo consigliare anche diversamente
– fino a 2000 abitanti, si guadagna in quattro € 31.000 ciascuno
– fino a 3000 abitanti, si guadagna in quattro € 40.000 ciascuno

(franco lucidi)

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