È preferibile un gruppo di acquisto privo di soggettività giuridica –
QUESITO

Vorrei porre alla vostra attenzione la seguente domanda che credo sarà
utile a molti colleghi titolari.
Quasi tutte le ditte farmaceutiche propongono per l’acquisto dei loro
prodotti otc/sop/parafarmaco una scala sconti in base alla quantità di
merce acquistata: più compri meglio compri, ma a svantaggio sia del
magazzino sia dell’assortimento della farmacia, preferendo per questioni di
convenienza una marca anziché un’altra.
La domanda è questa: è possibile fiscalmente che un gruppo di colleghi
possa suddividere le ditte da trattare, quindi acquistare al massimo
dell’offerta proposta, e dopo dividere la merce con una fattura a prezzo di
costo verso gli altri “soci”? In questo caso diventeremmo grossisti con
tutte le problematiche e specifiche del caso? Oppure è possibile
semplicemente uno scambio merce? E in caso affermativo, quale sarebbe il
miglior metodo fiscale per poter effettuare questi acquisti e/o scambi?

La soluzione che il quesito prospetta non è praticabile per due motivi: il
più rilevante sta nella necessità, che Lei stesso sospetta, di una previa
autorizzazione alla vendita all’ingrosso per cedere merce (sicuramente SOP
e OTC, che rientrano nella categoria dei farmaci) ad altre farmacie, con
tutte le conseguenze e seccature del caso.
In secondo luogo, le vendite “a prezzo di costo” abbassano il margine di
utile medio della farmacia proporzionalmente a quanto pesano queste
operazioni sul volume di affari annuo, con la seria possibilità di perdere
quel famoso “bollino di qualità” chiamato congruità dello studio di
settore, che pone al riparo da tante presunzioni di gestione non corretta
da parte dell’amministrazione finanziaria.
Naturalmente, è da scartare anche l’ipotesi di scambio di merce, non più
infatti contemplata nel nostro ordinamento fiscale da quando è tramontata
l’epoca del baratto. E a maggior ragione se si parla di farmaci.
L’unica soluzione consiste nei gruppi di acquisto senza soggettività
giuridica: tanti farmacisti, cioè, incaricano un interlocutore a trattare
con le aziende produttrici e/o i grossisti al fine di acquistare farmaci e
parafarmaci a prezzi più vantaggiosi; una volta raggiunto l’accordo
commerciale sui vari prodotti trattati dal gruppo di acquisto, il fornitore
consegnerà la merce ed emetterà la relativa fattura direttamente alle
singole farmacie aderenti al gruppo.
Ogni farmacista partecipe dovrà ragionevolmente sottoscrivere una lettera
di incarico a favore del gruppo senza particolari ed ulteriori adempimenti
amministrativi, e dunque, come è agevole comprendere, la struttura può
rivelarsi molto snella (non essendo necessaria la creazione di un soggetto
ad hoc) e, non profilandosi in ogni caso significativi costi di gestione,
permettere buoni vantaggi economici.
Diverso, invece, è il caso in cui il gruppo acquisisca una sua soggettività
giuridica, costituendosi in cooperativa, in consorzio oppure in società di
persone o capitali, perché in tali evenienze la merce sarà evidentemente
acquistata proprio da questo soggetto giuridico, ed il fornitore la
fatturerà bensì a quest’ultimo, che però a sua volta la “rifatturerà”
successivamente alla farmacia, anche se la consegna, per evitare i problemi
legati allo stoccaggio dei prodotti e agli adempimenti e autorizzazioni ad
esso inerenti, potrà magari anche essere effettuata direttamente presso i
singoli esercizi che aderiscono.
È chiaro, però, che la costituzione di un autonomo soggetto giuridico
comporta spese, la creazione di un’apposita struttura ed organizzazione e
una serie di adempimenti amministrativi e fiscali, e quindi si perderà
qualcosa, o più di qualcosa, di quei vantaggi cui si è accennato; anche per
questo, a tale più onerosa soluzione si ricorre soprattutto quando il
gruppo di acquisto possa o debba assumere dimensioni di una certa
consistenza.

(roberto santori)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!