Il corso di inglese per i dipendenti della farmacia – QUESITO

Mi pare che abbiate già trattato questo argomento che vorrei comunque
riproporre.
La mia farmacia è frequentata da parecchi turisti e spesso abbiamo avuto
difficoltà con qualche lingua straniera, e soprattutto con l’inglese che è
quella più utilizzata e vorrei che almeno due dipendenti, un farmacista e
un addetto alla cosmetica, seguissero proprio un corso di lingua inglese.
Gli oneri sono abbastanza rilevanti e vorrei perciò dedurli come costo
d’esercizio, se possibile.

Ne abbiamo effettivamente già parlato tempo fa e la risposta, ora come
allora, è affermativa.
Se infatti, come è specificato nel quesito, il corso di inglese viene
frequentato dal personale della farmacia incaricato della vendita e quindi
a contatto con il pubblico, le relative spese si possono ragionevolmente
inquadrare tra quelle di aggiornamento e/o formazione professionale
direttamente inerenti alle mansioni svolte dai dipendenti e, come tali,
integralmente deducibili dal reddito dell’esercizio, come spese per
prestazioni di lavoro.
Per completezza, aggiungiamo anche che – se dovesse invece mancare questo
nesso diretto tra la frequenza del corso e le mansioni assegnate – tali
costi potrebbero sempre essere annoverati, se non altro, tra quelli
relativi ad opere e servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti, e
in tal caso sarebbero deducibili non più integralmente, ma nel limite del
5% dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente
risultanti dalla dichiarazione dei redditi.
Questo, però, ove i corsi, attenzione, siano accessibili da tutti i
dipendenti della farmacia ovvero da tutti i dipendenti appartenenti ad una
determinata categoria (ad esempio, da tutti i farmacisti).

(valerio
pulieri)

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